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25/01/2007

Dove sta la morale?

di Vittorio Melandri

Ho letto in questi giorni sull'Unità, una specie di carteggio in forma di articoli, corso fra Leoluca Orlando, di cui ho trovato condivisibili molte delle cose da lui scritte, e Nando Dalla Chiesa, con cui mi è capita la stessa cosa, da ultimo oggi Orlando replica, da amico, ma fra loro, sono i distinguo che emergono. Dato per acquisito al senso “comune” quello che li, ci, accomuna, credo sia importante soffermarsi su quanto invece li, ci divide, soprattutto quando è nell’interesse di noi tutti, nel vasto mondo che ancora si riconosce nella “sinistra”, arrivare ad una sintesi unitaria.
Personalmente, vedo un Paese in cui da decenni la Politica ha abdicato al suo ruolo guida, in favore una volta della primazia economica, un’altra volta di quella a-priori, dei superiori interessi internazionali, un’altra volta ancora a favore della supplenza sindacale, e sempre nell’intento di galleggiare comunque, di una classe dirigente, sempre uguale a sé stessa. Personalmente trovo risibile, in ragione di quanto appena detto, attardarsi oggi, come fa Orlando, sulla “presunta” delega che “questa politica”, avrebbe concesso alla magistratura. Stiamo ai fatti, che come dice Orlando “sono argomenti testardi”.


In Europa accade che “un governatore di Banca centrale deve dimettersi per il (presunto?) pagamento del conto per alcune notti in un albergo da parte di una delle banche del proprio paese”. In queste ore, al limitare dell’Europa, la magistratura di Israele sta inquisendo il Presidente della Repubblica per reati sessuali, e nessuno la “frena”.


In Italia, la Magistratura italiana esercitando l’azione penale come da suo dovere costituzionale, nei riguardi del Senatore a vita Giulio Andreotti, è giunta ad affermare con sentenza definitiva, la certezza di rapporti dello stesso con l'organizzazione mafiosa sino alla primavera del 1980. Ma ..... non solo questi non ritiene di esercitare a sua volta l’obbligo morale di dimettersi, o in sub-ordine, di non farsi più vedere in Senato, se il laticlavio a vita come qualcuno sostiene, non può essere declinato.... ma la fila degli oranti al suo soglio è lunga, è interminabile, è triforcuta, perché viene indifferentemente da destra, dal centro e da sinistra.


Come è possibile mi chiedo, essendo questi i testardi fatti, mettersi come fa oggi Orlando, ancora a disquisire sulla opportunità o meno di aprire un processo a carico del Senatore, che per altro non poteva non essere aperto?

Dove sta la morale di un simile distinguo?


 

Pubblicazione a cura di democrazialegalita.it periodico on line