Sono molto daccordo con JOAQUIN NAVARRO-VALLS
lipocrisia non è né una virtù religiosa né una virtù politica.
Credo personalmente che ci siano molti modi di praticare lipocrisia, ma
quella elevata sugli altari dalla sedicente ecumenica Chiesa Cattolica,
è di una profondità, di uno spessore, di una capacità di presa, e ad un
tempo di una sfacciataggine, da lasciarmi ogni volta a bocca aperta.
Insomma, per dirla con il grande De Andrè, lipocrisia della Chiesa
Cattolica Romana, è per me come una coltre di nuvole
Vanno
vengono
per una vera
mille sono finte
e si mettono li tra noi e il cielo
per lasciarci soltanto una voglia di pioggia.
Lo dimostra oggi, ad un livello davvero elevatissimo, lo stesso JOAQUIN,
opusdeino coltissimo e dominus per un quarto di secolo della sala stampa
vaticana, al servizio di uno dei papi più reazionari che la storia si
dovrà prima o poi incaricare di inchiodare alle sue responsabilità,
prima fra tutte, quella di aver murato le porte, chissà per quanto, del
Concilio Vaticano II.
Da un po di tempo in qua, al vertice dei pronunciamenti vaticani
troviamo l'esegesi del
..
VERO PENSIERO LAICO
DELLA LAICITÀ
..MA QUELLA SANA
IL TUTTO CONTRAPPOSTO AL
..
LAICISMO
. QUELLO DI PER SÈ ABIETTO !!
In realtà, come sempre, il pensiero cattolico, non quello sano, che
profuma del dono della fede disinteressata e personale, ma quello
malato e codificato in tutti i modi possibili, quello in sostanza
definito nei soli incontri che contano, gli incontri ad limina, per
poi essere scagliato contro lumanità, ad esclusivo vantaggio del clero
ricco e obeso, trova secondo me una rappresentazione somma, proprio
nellarticolo ospitato da la Repubblica di oggi 20 gennaio 07, e che la
stessa (i titoli sono privilegio dei giornali, non degli autori), si
assume la responsabilità di titolare:
«Lo spirito del vero laico»
Così accedendo al concetto di vero laico, contrapposto a quello di
finto laico, o cattivo laico, riassunto in quel laicista, che viene
scagliato non di rado anche contro il fondatore del giornale.
Bei tempi davvero.
Plurali!!!!!
Ebbene tornando a JOAQUIN, questi prima tesse di par suo le lodi del
dare a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio, poi si
spinge sino a citare Benedetto XVI il quale quando era ancora Ratzinger,
.
ha spiegato
. che «mentre da un lato escludiamo una concezione
teocratica ed insistiamo sulla razionalità della politica, dallaltro
escludiamo anche un positivismo per cui la ragione sarebbe cieca per i
valori morali, e siamo convinti che la ragione ha la capacità di
conoscere i grandi imperativi morali, i grandi valori che devono
determinare tutte le decisioni concrete».
Ma poi, messo in bella evidenza
.che
..
La politica è distinta così dalla religione, ma non può non porsi degli
obiettivi etici, perché questi obiettivi non riguardano la Chiesa come
istituzione, ma luomo nelle sua libere e responsabili scelte civili e
nella sua libera e responsabile organizzazione della vita.
butta lì con noncuranza ma in termini assolutamente assertivi che
nellambito della politica
.è incompatibile con un assetto autenticamente democratico anche
linibizione imposta dalla politica (stessa) ai cittadini di fare e
promuovere scelte etiche coerenti con il proprio modo di vivere e di
pensare, tacciandoli magari di clericalismo.
Ma quando mai, una politica degna di questo nome impone linibizione di
fare e promuovere scelte etiche coerenti con il proprio modo di vivere
e di pensare
A meno che, Navarro non sottintenda, come appunto sottilmente
sottintende, che scelte etiche coerenti con il proprio modo di vivere e
di pensare siano possibili solo agli esseri umani
.. religiosi, ed
infatti, poche righe più in là, dopo aver ipocritamente sviato
lattenzione del lettore, ecco di nuovo che la frittata viene rigirata
con abilità degna di un grande chef ed ecco una definitiva
asserzione
.
.è anche vero però che la politica non può essere separata dalla
religione senza perdere consistenza, spessore e validità etica.
Che è come dire che senza religione non ci può essere etica!!!!!!!
Cioè senza Dio, non ci può essere etica, né valori fondamentali, né
morale.
E va da sé che ad limina, chi ha lesclusiva del vero Dio cioè la
Chiesa Cattolica Romana, non può non avere anche lesclusiva della
morale, dei veri valori fondamentali, in una parola dellunica vera
ETICA.
Ed è su queste fondamenta del pensiero che il JOAQUIN può, bontà sua,
concedere infine
..che un uomo comune, credente o meno, ha tutto il diritto di
partecipare concretamente alla vita civile e di pensare alla politica in
modo coerente con i propri valori etici, siano essi più o meno
religiosi.
E certificare, rilasciando il bollino DOCG che
..
Egli rimane laico anche quando è di fede cattolica, non essendo
costretto da nessuna istanza a divenire un cattolico ufficiale, ma al
contrario, rimanendo uguale a tutti gli altri, libero di manifestare
esplicitamente i propri valori che in coscienza ritiene giusti e di
dissentire con quelli che considera ingiusti. Egli deve poter essere
libero di impegnarsi personalmente per poter attuare anche politicamente
le proprie idee.
In conclusione, poi il buon JOAQUIN scodella questa frase capolavoro,
dove il rovescio del rovescio del rovescio si rovescia nel suo rovescio,
e solo con il dono della fede si può forse riuscire nellimpresa di
darle un senso compiuto, fatto di soggetto, complemento oggetto e
predicato verbale.
Questo discorso è valido soprattutto perché per un vero laico vi è una
sola alternativa ad un atteggiamento non laicale di questo tipo ed è
lipocrisia, e lipocrisia non è né una virtù religiosa né una virtù
politica.
E
. giunto al fin della licenza, come diceva il mio amatissimo Cyrano
de Bergerac, io tocco...... e COPIO-INCOLLO qui integrale, il testo del
JOAQUIN.
Ovviamente, lo faccio per chi non avesse a portata di mano la
Repubblica, o per chi lo volesse conservare e non disponesse laccesso
agli archivi della stessa.
Vittorio Melandri