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22/01/2007

Sono molto d’accordo con JOAQUIN NAVARRO-VALLS………

“l’ipocrisia non è né una virtù religiosa né una virtù politica.”

Credo personalmente che ci siano molti modi di praticare l’ipocrisia, ma quella elevata sugli altari dalla sedicente ecumenica Chiesa Cattolica, è di una profondità, di uno spessore, di una capacità di presa, e ad un tempo di una sfacciataggine, da lasciarmi ogni volta a bocca aperta.

Insomma, per dirla con il grande De Andrè, l’ipocrisia della Chiesa Cattolica Romana, è per me come una coltre di nuvole……

“Vanno
vengono
per una vera
mille sono finte
e si mettono li tra noi e il cielo
per lasciarci soltanto una voglia di pioggia.”

Lo dimostra oggi, ad un livello davvero elevatissimo, lo stesso JOAQUIN, opusdeino coltissimo e dominus per un quarto di secolo della sala stampa vaticana, al servizio di uno dei papi più reazionari che la storia si dovrà prima o poi incaricare di “inchiodare” alle sue responsabilità, prima fra tutte, quella di aver murato le porte, chissà per quanto, del Concilio Vaticano II.

Da un po’ di tempo in qua, al vertice dei pronunciamenti “vaticani” troviamo l'esegesi del ……..

VERO PENSIERO LAICO

DELLA LAICITÀ …..MA QUELLA SANA

IL TUTTO CONTRAPPOSTO AL ………..

LAICISMO ……. QUELLO DI PER SÈ ABIETTO !!

In realtà, come sempre, il “pensiero cattolico”, non quello “sano”, che profuma del dono della fede disinteressata e personale, ma quello “malato” e codificato in tutti i modi possibili, quello in sostanza definito nei soli incontri che contano, gli incontri “ad limina”, per poi essere scagliato contro l’umanità, ad esclusivo vantaggio del clero ricco e obeso, trova secondo me una rappresentazione somma, proprio nell’articolo ospitato da la Repubblica di oggi 20 gennaio ’07, e che la stessa (i titoli sono privilegio dei giornali, non degli autori), si assume la responsabilità di titolare:

«Lo spirito del vero laico»

Così accedendo al concetto di “vero laico”, contrapposto a quello di finto laico, o cattivo laico, riassunto in quel “laicista”, che viene scagliato non di rado anche contro il fondatore del giornale.

Bei tempi davvero.

Plurali!!!!!

Ebbene tornando a JOAQUIN, questi prima tesse di par suo le lodi del “dare a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio”, poi si spinge sino a citare Benedetto XVI il quale quando era ancora Ratzinger, ….

“ha spiegato …. che «mentre da un lato escludiamo una concezione teocratica ed insistiamo sulla razionalità della politica, dall’altro escludiamo anche un positivismo per cui la ragione sarebbe cieca per i valori morali, e siamo convinti che la ragione ha la capacità di conoscere i grandi imperativi morali, i grandi valori che devono determinare tutte le decisioni concrete».”

Ma poi, messo in bella evidenza …….che …..

“La politica è distinta così dalla religione, ma non può non porsi degli obiettivi etici, perché questi obiettivi non riguardano la Chiesa come istituzione, ma l’uomo nelle sua libere e responsabili scelte civili e nella sua libera e responsabile organizzazione della vita.”


…butta lì con noncuranza ma in termini assolutamente assertivi che nell’ambito della politica……

….“è incompatibile con un assetto autenticamente democratico anche l’inibizione imposta dalla politica (stessa) ai cittadini di fare e promuovere scelte etiche coerenti con il proprio modo di vivere e di pensare, tacciandoli magari di clericalismo.”

Ma quando mai, una politica degna di questo nome impone l’inibizione di “fare e promuovere scelte etiche coerenti con il proprio modo di vivere e di pensare”……

A meno che, Navarro non sottintenda, come appunto sottilmente sottintende, che “scelte etiche coerenti con il proprio modo di vivere e di pensare” siano possibili solo agli esseri umani….. religiosi, ed infatti, poche righe più in là, dopo aver “ipocritamente” sviato l’attenzione del lettore, ecco di nuovo che la “frittata viene rigirata con abilità degna di un grande chef” ed ecco una definitiva asserzione…………….

“…….è anche vero però che la politica non può essere separata dalla religione senza perdere consistenza, spessore e validità etica.”

Che è come dire che senza religione non ci può essere etica!!!!!!!

Cioè senza Dio, non ci può essere etica, né valori fondamentali, né morale.

E va da sé che ad limina, chi ha l’esclusiva del “vero Dio” cioè la Chiesa Cattolica Romana, non può non avere anche l’esclusiva della morale, dei veri valori fondamentali, in una parola dell’unica vera ETICA.

Ed è su queste fondamenta del pensiero che il JOAQUIN può, bontà sua, concedere infine……

“…..che un uomo comune, credente o meno, ha tutto il diritto di partecipare concretamente alla vita civile e di pensare alla politica in modo coerente con i propri valori etici, siano essi più o meno religiosi.”

E certificare, rilasciando il bollino DOCG che……..

“Egli rimane laico anche quando è di fede cattolica, non essendo costretto da nessuna istanza a divenire un cattolico ufficiale, ma al contrario, rimanendo uguale a tutti gli altri, libero di manifestare esplicitamente i propri valori che in coscienza ritiene giusti e di dissentire con quelli che considera ingiusti. Egli deve poter essere libero di impegnarsi personalmente per poter attuare anche politicamente le proprie idee.”

In conclusione, poi il buon JOAQUIN scodella questa frase capolavoro, dove il rovescio del rovescio del rovescio si rovescia nel suo rovescio, e solo con il dono della “fede” si può forse riuscire nell’impresa di darle un senso compiuto, fatto di soggetto, complemento oggetto e predicato verbale.


“Questo discorso è valido soprattutto perché per un vero laico vi è una sola alternativa ad un atteggiamento non laicale di questo tipo ed è l’ipocrisia, e l’ipocrisia non è né una virtù religiosa né una virtù politica.”

E………. giunto al fin della licenza, come diceva il mio amatissimo Cyrano de Bergerac, io tocco...... e COPIO-INCOLLO qui integrale, il testo del JOAQUIN.

Ovviamente, lo faccio per chi non avesse a portata di mano la Repubblica, o per chi lo volesse conservare e non disponesse l’accesso agli archivi della stessa.



Vittorio Melandri

 

Pubblicazione a cura di democrazialegalita.it periodico on line