Il
pareggio
di Vittorio Melandri
Il
professor Tranfaglia sulle pagine dellUnità ()
ha scritto
oggi sappiamo che la mafia e i suoi alleati non
vinsero"e ricorda anche che se questa vittoria della mafia e dei suoi
alleati non cè stata, lo si deve soprattutto al
sacrificio di magistrati come Falcone e Borsellino, e di molti servitori
dello Stato come La Torre e Dalla Chiesa (per citarne solo alcuni).
Lo stesso professore però, poche righe più sotto,
afferma che lo Stato non si può dire certo che quella lotta (alla mafia,
labbia) vinta ma che, al contrario, la questione mafiosa è oggi
di urgente e pressante attualità.
Se non avessi il timore di usare un linguaggio
blasfemo, con il pensiero volto anche alle centinaia di morti ammazzati,
moltissimi in campo sul fronte della legalità, ma
moltissimi, solo innocenti ammazzati per caso, ricordo per tutti, i bimbi
orribilmente stampati su di un muro, nel tentativo di uccidere il giudice
Carlo Palermoper sintetizzare quanto affermato dal professore, potrei
ricorrere alla formula del pareggio!!
Dato che, se nessuno ha vinto,
sembra proprio che nessuno abbia perso.
Purtroppo però non credo che limmagine del pareggio possa reggere alla
realtà dei fatti.
In un silenzio come sempre mortificante, nella sua
rubrica Corrado Augias (la Repubblica giovedì,
04 gennaio 2007) ha ricordato che la
«diffusione epidemica della grande, vera criminalità (fonte: Procura
nazionale antimafia) mette insieme il doppio del fatturato
della Fiat e dell'Eni, il triplo rispetto a
Enel e Telecom
Italia. La criminalità organizzata da noi mette insieme ogni anno circa
cento miliardi di euro lordi, pari al 9,5 per
cento del PIL, di gran lunga la prima azienda del paese».
E già alla fine dellaltro millennio
il sociologo Manuel Castells,
nellultimo volume di una trilogia, intitolato Volgere di Millennio,
scrive:
Cosa nostra (e i suoi soci: camorra, ndrangheta e
sacra corona unita), la mafia americana, i cartelli messicani, le reti
criminali nigeriane, la yakuza giapponese, le
triadi cinesi, la costellazione delle mafie russe, i trafficanti di eroina
turchi, le posse giamaicane presenti in tutti i
paesi, si sono uniti a formare una rete globale diversificata che permea i
confini e mette in relazione malaffare di ogni genere .. Complesse
architetture finanziarie e reti commerciali internazionali collegano
leconomia legale a quella criminale .. Leconomia e la politica di molti
paesi (tra cui lItalia) non possono essere comprese senza considerare la
dinamica delle reti criminali che gravano sul loro funzionamento
quotidiano.
Questo significa che lo Stato italiano, contro la
criminalità organizzata, sta, a
tutt'oggi perdendo.
Ma, nello splendore di Caserta, sembra proprio, in
più nobili faccende affacendati, che i nostri
se ne impippino
altamente!!!!!
Mi viene allora fra laltro in mente, che leditore
de la Repubblica, nelle vesti niente meno che di
vice-presidente, si recò un dì in un antro della criminalità organizzata,
per fuggirne subito inorridito e spaventato, e mi chiedo se potrà mai un
giorno, anziché allevare cavallini di incerta razza e coltivare
partiti-morti, usare della sua influenza, per raccomandare attenzione a
questo tumore maligno, che tutti ci divora.
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