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martedì
11 luglio 2006 |
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La camera respinge. Cosa Nostra accoglierà. di Marco Ottanelli Allora, cerchiamo di farla semplice, che di paroloni e sofismi ne avremo abbastanza leggendo il resoconto dei lavori parlamentari: alcuni deputati, nel corso della discussione sulla legge di istituzione (ormai ciclica, ma perché non la rendono definitiva?) della Commissione Antimafia, avevano proposto alcuni emendamenti che, in una forma o nellaltra, limitassero laccesso a tale commissione agli imputati di reati di mafia, appunto, e di reati contro la Pubblica Amministrazione. Il parlamento ha respinto tutti questi emendamenti. 5 luglio 2006, Era dellUnione, e il messaggio agli eredi di Provenzano è stato chiarissimo. Agli italiani normali, invece, nessuno si è degnato di spiegare alcunché. Ecco perché, selvaggiamente in..dignati, proviamo a ricostruire quel pomeriggio di un giorno da cani. Come appena detto, si discute della
istituzione della ennesima (in)utile commissione antimafia. Prende la parola
il relatore della commissione giustizia, dellUnione di Centro, e preannuncia
in poche parole che tutti questi fastidiosi impedimenti devono essere
spazzati via: Gianpiero D'Alia, Relatore. Signor Presidente,
la Commissione esprime parere contrario sugli emendamenti Boscetto 2.25,
Benedetti Valentini 2.2, Lumia 2.28 e Licandro 2.29. La Commissione si
rimette all'Assemblea sull'emendamento La Loggia 2.30 ed esprime parere
favorevole sull'emendamento Boato 2.23. Il Presidente di turno (era
Leoni, Ulivo) chiede cosa ne pensi il Governo. Risponde il non parlamentare Giampaolo Vittorio D'Andrea,
Sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento e le riforme
istituzionali: Il parere del Governo è conforme a quello
espresso dal relatore. Insomma, per il Governo, si devono
rigettare tutti gli emendamenti, tranne quelli del buon Boato e di La Loggia.
Roba fina. Si comincia
a discutere sul perché mai si debba vietare ad un indagato per mafia di
entrare a far parte di quella commissione di indagine (e con poteri
inquirenti!) che la mafia dovrebbe combattere. Prende la parola Forgione, di
Rifondazione Comunista, che difende il diritto dei parlamentari di non subire
odiose e opprimenti limitazioni, ci mancherebbe altro! Forgione: I colleghi sanno che in I Commissione il
gruppo di Rifondazione comunista ha tenuto una linea netta su questo
argomento poiché riteniamo che non vi possano essere limiti alle
prerogative del Parlamento e al mandato di parlamentari (
.)Perché non
potrebbe essere presente in Commissione un parlamentare indagato per fatti di
mafia, ma potrebbe far parte della stessa un avvocato che difende metà
della cupola mafiosa di Cosa nostra?
(Esatto, perché?? Ma, dice Forgione, siamo matti? Impedire ad un eletto,
ancorché mafioso, di entrare nellantimafia? Sarebbe discriminatorio!) Continua elegante
Forgione: Il problema non è di quali deputati inseriamo
nella Commissione parlamentare antimafia, ma di quali candidati abbiamo
scelto al momento della formazione delle liste: è questa la responsabilità
politica che viene consegnata al Parlamento
(Applausi dei deputati del gruppo di Rifondazione Comunista-Sinistra
Europea)! Giustissimo: Forgione, tra gli applausi dei suoi, afferma due cose. La prima, è che ruolo del parlamento chiudere la stalla dopo che i buoi sono scappati; la seconda, che lui stesso sa bene che razza di personaggi si siano infilati a Montecitorio, diociscampi. Prende la parola Orazio Licandro, del
PDCI. È incredulo e anche un po seccato. Attacca così: Qui
stiamo discutendo di una previsione di senso comune. Non vi è nulla di
scandaloso o di rivoluzionario: si tratta di una inopportunità il cui rigetto
davvero si farebbe fatica a comprendere. Il principio della responsabilità
politica vale a partire da ciò che accade in quest'aula, a partire da questo
momento ed a partire da questo atto: è importante che la Camera dei deputati
stia discutendo, tra i suoi primi atti, la proposta di legge di istituzione
della Commissione antimafia. Ma proprio per questa ragione, gli italiani
aspettano segnali chiari, in controtendenza, dopo cinque anni in cui si è registrato un arretramento
dell'azione di contrasto dello Stato. Allora, che nelle istituzioni vi siano
segnali di assoluta discontinuità rispetto al passato!
Si tratta di dare un
messaggio chiaro gli italiani, all'opinione pubblica
.Che nessuna ombra
gravi mai su una delle Commissioni più importanti e delicate di questo
Parlamento! (Applausi dei
deputati del gruppo dei Comunisti Italiani) Macchè, non convince nessuno. Lo riprende,
professorale, il girotondino ex presidente della Rai, lantiberlusconiano
eroe della piazza telematica Roberto
Zaccaria (Ulivo) : In Commissione, abbiamo analizzato
questo percorso. Ebbene, una casistica delle situazioni che avrebbero
determinato incompatibilità sarebbe stata pericolosa, sostanzialmente
perché, come alcuni colleghi hanno già detto, essa finiva per diventare
inesauribile e, oltretutto, per lasciare fuori alcune fattispecie che
potevano essere ancora più pericolose di quelle previste
Il ragionamento non fa una grinza: ci sono così
tante specie di mascalzoni in Parlamento che, se cominciamo ad escluderne uno, finisce che la quasi totalità
degli eletti se ne deve tornare a casa, il che è molto pericoloso, specie ai
fini pensionistici. Il supergarantista Marco Boato (Verdi) fa valere il suo prestigio:
Il fatto che anch'io abbia presentato proposte emendative su
questo tema, sia pure, per usare un eufemismo, in modo meno incisivo,(non
certo con questo estremismo di non ammettere i mafiosi!, ndr) fa ben
comprendere come sia una preoccupazione di tutti quella, per usare una sua
bella espressione, di fare in modo che Dracula non faccia parte del direttivo
dell'AVIS. Espressione bellissima, che fa capire tutto! Però, (un però ci sta sempre, quando uno è garantista!
Ndr) è altrettanto una preoccupazione, se non di tutti, di molti,
il rispetto delle garanzie dello Stato di diritto e dello status dei
parlamentari.
nella nostra Commissione, che è anche la sua, è giunto il
parere della Commissione giustizia - credo votato all'unanimità -, che
sollevava pesanti obiezioni di costituzionalità su tale tipo di emendamenti
(emendamenti come quelli a firma sua, di Lumia e di Licandro) Certo!
Ha ragione! sarebbe
in-co-sti-tu-zio-na-le e lesivo dello status dei parlamentari mettere
nel mezzo lacci e laccioli come quelli proposti da Licandro, Lumia e altri!
Ci mancherebbe! È
così limpido il ragionamento di Boato, che anche la onorevole Olga
DAntona (Ulivo) si convince. La sua storia personale la induce al più
fermo garantismo: Signor Presidente, solo poche parole per
avvalorare quanto sostenuto dall'onorevole Boato. Anch'io sono fra quanti
avevano presentato emendamenti in Commissione proprio per le preoccupazioni
ampiamente condivise in quella sede e, convinta dalle valutazioni - ritenute
giuste e di cui abbiamo perciò tenuto conto - sia dei relatori sia,
soprattutto, della Commissione giustizia (espresse nel parere fornito), hanno
ritirato quelle proposte. A ciò aggiungo che tutti ci auguriamo che, nelle
candidature per essere eletti alla Camera dei deputati ed al Senato della
Repubblica, si tenga conto che Dracula non sta bene nel direttivo dell'Avis! Un
materno ma deciso appello ai colleghi: per favore, i cattivi si mettano
dietro la lavagna, i buoni, in fila per due, si candidino. Un fermo e
incisivo aut-aut alla criminalità organizzata, che, immaginiamo, a sentire queste parole, tremava. Licandro ci riprova; intimorito dallalto principio che è
stato tirato in ballo, quello della libertà assoluta del deputato, quasi si
giustifica, si schernisce: Si è scelto di attribuire ai Presidenti
delle due Camere il potere di nominare i componenti della Commissione
antimafia, su indicazione dei gruppi parlamentari. Nell'emendamento
presentato, a seguito di una discussione interessante, ma delicata e, a
volte, anche dura e spigolosa in Commissione, (si sono presi a pesci in faccia, ndr) non facciamo
riferimento ad alcun tipo di incompatibilità; non proponiamo alcun
automatismo per il quale i parlamentari che venissero a trovarsi in
determinate condizioni resterebbero esclusi dalla Commissione antimafia.
Forse, questo aspetto avrebbe potuto far sorgere legittimamente alcune
perplessità. Noi proponiamo semplicemente - vorrei pregare tutti i
deputati di fare attenzione al testo, di soffermarsi e riflettere sul medesimo - che i
Presidenti delle Camere, cui compete il potere di nomina, possano
escludere alcuni parlamentari che vengano a trovarsi in determinate
condizioni: mi riferisco alla sottoposizione a procedimenti giudiziari per
reati di cui agli articoli 416, 416-bis e 416-ter del codice penale, per i
delitti contro la pubblica amministrazione, per quelli contro
l'amministrazione della giustizia. Si tratta di una previsione di
assoluto senso comune
(illuso,
illuso!! Sta parlando ai deputati, non a volgare gente comune) In
questi anni, infatti, non sempre è stato dato un buon esempio e gli
spettacoli non sempre sono stati edificanti. Perché questa Assemblea sovrana,
questo Parlamento sovrano non devono avere la forza ed il coraggio di
introdurre una previsione di buon senso? Non vi è alcuna logica di
schieramento: è il paese che aspetta segnali. (stiamo freschi) Analogamente, anche nel rispetto delle
prerogative che, con questo provvedimento, si intendono attribuire ai
Presidenti della Camera e del Senato, si deve consentire ai medesimi di
tornare indietro rispetto al loro atto di nomina, qualora sopraggiungano
determinate condizioni. Poi, lo
scatto dorgoglio: Credo che, se questa Camera fosse davvero
libera dall'ipocrisia e dai condizionamenti, non avrebbe alcuna difficoltà
ad esprimere un voto favorevole sull'emendamento in esame(Applausi dei deputati del gruppo dei
Comunisti Italiani). Si fa viva lonorevole diessina Sesa
Amici: l'argomento in discussione - a tale riguardo, invito il
collega a ritirare il suo emendamento - attiene ad una concezione che
dobbiamo rilevare con grande nettezza e responsabilità politica
La
delicatezza dell'istituzione della Commissione antimafia, la sua importanza e
le finalità cui è chiamata richiedono un di più di responsabilità
politica
La responsabilità politica è data dal fatto che, anche rispetto
all'elencazione contenuta in questo emendamento, le questioni che poc'anzi il
collega ha illustrato testimoniano un'evidente contraddizione di prassi
normale: si prevede un'eventuale esclusione di soggetti imputati in
procedimenti giudiziari, ma non a questioni legate ad attività professionali;
il paradosso sarebbe esattamente quello che, ad esempio, un commercialista
che lavora per associazioni mafiose e similari (ma perché, Amici è a conoscenza di qualche collega che lavora
per associazioni mafiose e similari? Che è a libro paga di Cosa Nostra??)
avrebbe, invece, il diritto di poter accedere a questa
Commissione
Rientriamo cioè in quella specificità discussa in Commissione
che, non potendo accedere alla questione dei requisiti di chi deve far parte
della Commissione antimafia, ci imporrebbe un'elencazione di quella casistica
che, per un'istituzione che ha non solo carattere di inchiesta ma anche un
grande profilo politico, provocherebbe una indeterminatezza tipica proprio
delle elencazioni che rinveniamo nella casistica. Credo che sia questo uno
dei motivi che dovremmo far assumere ai singoli parlamentari, nella loro
libertà di respingere questo emendamento, pur ribadendo l'invito a ritirarlo.
Infatti, proprio avendo rivolto grande attenzione ad un problema reale, noi
chiediamo, non solo ai Presidenti nell'esercizio delle loro nomine ma anche
ai gruppi che daranno indicazione dei componenti, di assumersi in quella
fase, anche per dare un messaggio positivo al paese, grande responsabilità
politica e la responsabilità politica non può essere l'arbitrio (Applausi dei deputati dei gruppi de L'Ulivo
e dei Verdi). Un fiume di paroloni che NON vi abbiamo risparmiato
che, in definitiva, rimandano al buon cuore dei gruppi, dei partiti, dei
presidenti. I capi mandamento, agghiacciati dalla minaccia, attoniti si
stanno. Lultimo
intervento è quello di Roberto Giachetti, giovane coordinatore della
Margherita di Roma e fresco di elezione. Più che sul merito della questione,
Giachetti si sente in dovere di difendere il suo onore e di rispondere, dopo
un bel po di tempo (colmato dalla chiacchiera inesauribile di Sesa Amici)
allonta che Orazio Licandro ha gettato sulla sua augusta persona. Ecco il
suo commosso discorso: Signor Presidente, intervengo a titolo
personale semplicemente per dire al collega Licandro - che nella parte finale
del suo intervento avrebbe fatto riferimento alla non libertà di questa
Camera - che, per intenderci sin dall'inizio della legislatura, per quanto mi
riguarda mi ritengo una persona libera, come penso siano libere tutte
le persone che sono in quest'aula, (alcune
in libertà provvisoria, ma vabbè
)
e liberamente abbiamo tutto il diritto di pensare diversamente
rispetto alle materie che il collega Licandro ci sottopone. Usiamo tutti gli
argomenti, ma riguardo alle libertà di quest'aula soprassiederei (Applausi di deputati dei gruppi de L'Ulivo e di
Rifondazione Comunista-Sinistra Europea). Ma sì, Ma
certo. Ma giusto! Ha ragione il buon Giachetti, margherito dellUlivo. Soprassediamo.
Soprassediamo su questaltra sconcezza, su questo altro insulto, su questo
altro sputo in faccia che il Parlamento sovrano ci ha regalato. Soprassediamo
sulle decine di indagati, condannati, pregiudicati che siedono su quegli
scranni. Soprassediamo sul fatto che un segnale alla mafia è stato dato,
chiaro, forte, trasparente. Soprassediamo su tutto, su tutti, su ogni piccolo
e grande dettaglio. Anzi, torniamo a farci ca
nostri, smettiamo di
commentare, sapere, leggere e parlare. Lasciamo a loro, ai nostri 630
deputati e 315 senatori piena e assoluta libertà di azione e di pensiero. Ci
mancherebbe altro. E speriamo solo in una grande, assoluta, totale aministia:
ne hanno tanto tanto bisogno. Ps: è da
notare come liniziativa più forte e coraggiosa sia partita dal gruppo del
Pdci nel suo insieme; come il governo si sia espresso per il rigetto degli
emendamenti; come la discussione
sì/no alla esclusione dei mafiosi dalla commissione antimafia sia stata tutta
interna al centrosinistra. Il Centrodestra guardava, sogghignava, aspettava.
Molto più dignitoso. La trascrizione completa del
dibattito parlamentare in questione è reperibile presso il sito della Camera Questi sono i testi degli
emendamenti presentati Al comma 1, secondo
periodo, sostituire le parole da:
tiene conto fino alla fine del comma, con le seguenti: avviene tenendo
conto delle specificità dei compiti ad essa assegnati ed evitando ogni
situazione di inopportunità derivante dalla pendenza di procedimenti
giudiziari per reati attinenti alla criminalità organizzata o contro la
pubblica amministrazione. 2. 28. Lumia. Al comma 1, aggiungere in fine, le
parole: e di possibili inopportunità per particolari situazioni personali
o professionali. Il Presidente del Senato della Repubblica e il Presidente
della Camera dei deputati promuovono le opportune intese con i gruppi di
appartenenza. (respinto!) 2.
29. Licandro, Diliberto,
Cesini, Pagliarini, Crapolicchio, Soffritti, Tranfaglia, Sgobio, Vacca, De
Angelis, Napoletano, Ferdinando Benito Pignataro, Venier, Galante, Bellillo,
Cancrini. 1-bis. I Presidenti delle Camere, ai
fini della nomina dei componenti la Commissione, possono escludere per
ragioni di inopportunità parlamentari sottoposti a procedimenti giudiziari
per reati di cui agli articoli 416, 416-bis e 416-ter del
codice penale, per i delitti contro la pubblica amministrazione e per quelli
contro l'amministrazione della giustizia. Per analoghe ragioni di
inopportunità, sempre ai fini della nomina, possono escludere i parlamentari
che prestano assistenza legale a soggetti imputati in procedimenti giudiziari
per i suddetti reati. Al sopraggiungere delle suddette ragioni di
inopportunità i Presidenti delle Camere valutano l'eventuale revoca da
componenti della Commissione dei parlamentari interessati. (respinto!) Al
comma 4, sostituire il secondo ed il terzo periodo con i seguenti: L'elezione del Presidente ha luogo, al primo
scrutinio, a maggioranza dei due terzi dei componenti. Al secondo scrutinio è
sufficiente la maggioranza assoluta dei componenti. Qualora nessun componente
consegua tale maggioranza al secondo scrutinio si procede al ballottaggio tra
i due candidati che hanno ottenuto il maggior numero di voti. In caso di
parità di voti entra in ballottaggio il più anziano di età. È proclamato
eletto colui che ottiene il maggior numero di voti; in caso di parità di voti
è proclamato eletto il più anziano di età. Al
comma 4, sostituire il secondo periodo con il seguente: Per l'elezione del Presidente è necessaria la
maggioranza assoluta dei componenti la Commissione; se nessuno riporta tale
maggioranza si procede al ballottaggio tra i due candidati che hanno ottenuto
il maggior numero di voti. Hanno votato no
alla estromissione dei mafiosi dalla Commisione
Antimafia 421 deputati
1 dell Idv: Astore ringraziamo
Michele Turazza per la collaborazione nello scrivere questo articolo |
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Pubblicazione a cura di
democrazialegalita.it periodico on line |