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30/12/2006

                     Riceviamo dall'Onorevole Angela NapoliA.Seba,Cabinetto delle curisità Naturali 1734/65.

 

Come tutti i calabresi rimango allibita ed incredula di fronte ai drammatici e preoccupanti fatti che quotidianamente siamo costretti a registrare ed all’indifferenza del Presidente del Consiglio dei Ministri, Romano Prodi, nei confronti di questa nostra Regione. Personalmente non riesco a trovare alcuna forma di rassegnazione e non mi sentirei garante del futuro dei nostri giovani se, ancora una volta, non facessi appello alle responsabilità di chi ricopre le principali cariche istituzionali.

 

Stiamo per lasciarci alle spalle certamente uno degli anni più bui della storia calabrese: i risvolti, fino ad oggi solo ‘ndranghetisti, dell’omicidio Fortugno, la difficile elezione di due vicepresidenti del consiglio regionale, l’alternarsi di tre giunte regionali, fotocopia l’una dell’altra, un numero impressionante di consiglieri regionali e pubblici amministratori colpiti da provvedimenti giudiziari, senza distinzione di appartenenza politica, una perenne crisi politica regionale ed una conseguente inattività amministrativa, una evidenziata stasi dello sviluppo, disparati trasformismi politico-utilitaristici, un aumento del malaffare politico-istituzionale, un irrefrenabile ed insostenibile potere della ‘ndrangheta e della massoneria deviata. Il Presidente Prodi continua a sorridere inerte di fronte

allo sfascio della sua “Regione prediletta” ed il Governatore Loiero, anche lui colpito da avviso di garanzia, preferisce rimanere abbarbicato alla poltrona, a guida di una crisi permanente, anziché dare un segnale di rivolta morale.

 

Mi domando come si possa rimanere impassibili di fronte a notizie di cronaca nazionale che rimpallano, giorno dopo giorno, la drammaticità in cui è costretta a vivere questa nostra Regione; come non si possano assumere decisioni consequenziali ai contenuti delle stesse notizie, ma anzi dichiarare che “ci sarebbero le condizioni per andare avanti”! A cosa servono gli inutili vertici, le visite ispettive, le passerelle antimafia isolate, se non supportate da interventi consequenziali ed adeguati. Mi chiedo se la politica nazionale e regionale si è per caso resa conto di aver ceduto il passo agli obbligati interventi della Magistratura calabrese.

Qualche politico calabrese ha pensato di poter chiedere le dimissioni di Loiero, qualche altro ha ritenuto di destituirlo dall’incarico sottoscrivendo mozioni di sfiducia, qualche altro ancora ha prodotto dimissioni per poi ritornare immediatamente ad occupare l’incarico, ma nessuno ha inteso riconoscere il trasversalismo della corruzione e della collusione, tutto interno alla sempre richiamata “zona grigia”, che si abbatte sull’intera Calabria.

 

L’indifferenza sulle vicende giudiziarie calabresi da parte del Governo nazionale, ha persino consentito al Consiglio regionale di non legiferare alcunché in favore dello sviluppo della Regione, ma di varare ben sessanta nuovi inutili organismi senza copertura finanziaria negli stanziamenti previsionali, nonché a conferire illegittimi ed inutili incarichi e consulenze senza alcuna comunicazione alla Corte dei Conti.

 

Credo che il Presidente Prodi non possa più fingere di ignorare e non farsi carico di rispondere alle numerose interpellanze rivoltegli dalla sottoscritta in merito alla gravità della situazione calabrese; né ritengo possa immaginare di aver sanata la situazione nominando Commissario Straordinario per la sicurezza nel porto di Gioia Tauro il validissimo generale Mori, nel mentre le principali compagnie annunciano il dirottamento dei loro affari verso altri porti nazionali; né immaginare di aver salvaguardato la sicurezza di questa Regione lasciando che il Vice Ministro dell’Interno passi  da un vertice all’altro, senza poi pensare di inserire nella finanziaria le risorse relative all’attuazione di quanto convenuto. Ed ancora il Presidente Prodi non può pensare di garantire la giustizia e l’accertamento delle verità in Calabria, condividendo l’emanazione di indulti o l’invio di visite ispettive in alcune Procure calabresi solo dopo l’arresto di qualche giudice o per accertare la eventuale scomparsa di alcune denunzie, richiamate solo a ben quattordici mesi dall’omicidio Fortugno.

 

ringraziamo l'onorevole Napoli.
 

Pubblicazione a cura di democrazialegalita.it periodico on line