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A chi fa gola il TFR?
di Carla Balducci   

Lo scorso 23 ottobre è stato siglato l'accordo sul Tfr (Trattamento di fine rapporto, ovvero la liquidazione) tra il governo e le parti sociali, che Il ministro Tommaso Padoa Schioppa  ha definito storico.
L'intesa firmata tra Governo, Confindustria e Cgil, Cisl, Uil, prevede l 'avvio della previdenza integrativa a partire dal 1° gennaio 2007 anziché dal 2008, come previsto dalle norme varate dal precedente governo di centrodestra. I lavoratori del settore privato, quindi, avranno sei mesi di tempo per decidere se lasciare la loro liquidazione in azienda o se destinarla ai fondi pensione (sia quelli gestiti da Cgil, Cisl e Uil che quelli già presenti sul mercato finanziario).
Se non si pronunciano, (per l'assurda regola del "silenzio assenso") le loro liquidazioni verranno  indirizzate verso i fondi pensione, privilegiando, nel caso di esistenza di più fondi, quello individuato d'intesa con Cgil, Cisl e Uil... Già questa norma del "silenzio assenso" insospettisce: ci voleva molto a compilare uno stampato, da parte del datore di lavoro, con una domandina semplice, semplice e due caselle, una con il SI e l'altra con il NO?
Per una più dettagliata informazione su questo giro di soldi (nostri!) al quale assisteremo impotenti, consiglio vivamente il seguente link:
/index.php?id=20&tx_ttnews[tt_news]=3191&cHash=718ee7ab4b&MP=63-111
Su Liberazione del 3 gennaio 2007, leggo un titolo: " Tfr ai fondi pensione, la partita si gioca sull'informazione - Una torta da 15 miliardi che fa gola a banche e assicurazioni. I sindacati sollecitano il governo ad avviare la campagna promessa ."

Non sono un'esperta di economia, ma posso senz'altro affermare come lavoratrice, e a nome di altri milioni di lavoratori, che ho paura. La frase...fa gola a banche
e assicurazioni..." è sufficiente a farmi percorrere un brivido di terrore lungo la schiena, a farmi udire lo stridìo di zanne fameliche che si arrotano, a immaginare un branco di profughi in mezzo al mare circondati da pinne di squali pronti ad attaccare.
Capisco, dunque, che il problema non è a chi i lavoratori faranno gestire la propria liquidazione, ma il fatto che questi lavoratori vivono in un Paese nel quale manca il minimo senso etico da parte di istituzioni, partiti, banche, assicurazioni, immobiliaristi, imprenditori, nei confronti dei cittadini, quelli onesti, quelli che pagano le tasse, i non furbetti, i quali da anni sanno di essere solo carne da spolpare, senza diritti, né garanzie e tutele.

Da anni molti di noi invocano alla "Questione Morale" perché senza di essa si continuerà a lasciare la nostra Italia nella mani di gente senza scrupoli, pronta a derubare il poveraccio per costruirsi la decima villa, per acquistare l'ottavo yacht. Senza di essa la gente onesta continuerà ad avere paura, e la paura porta alla paralisi. Lo abbiamo visto in questi ultimi anni quello che banche e assicurazioni, sono riusciti a fare ai piccoli- medi risparmiatori; quello che molti imprenditori, con la scusa del libero mercato, hanno fatto e continuano a fare a danno dei lavoratori. Cosa è cambiato per far stare tranquillo chi se lo merita? Cosa è cambiato per fermare i furbetti senza scrupoli? C'è un solo cittadino italiano che pensa che qualcuno si stia preoccupando di far rendere al meglio la sua liquidazione, per garantirgli una vecchiaia serena?

Noi italiani ne abbiamo davvero viste troppe, siamo derubati tutti i giorni nei modi più svariati, dai gestori telefonici, dalle banche, dal primo furbetto che vuole fare "impicci", senza che nessuno faccia alcunché, al di là di qualche proclama, che resterà tale, gridato da un palco per comizi, o in qualche talk show. Ci hanno rubato cose preziose, come la fiducia, e adesso ci vengono a chiedere: "chi vuoi che gestisca la tua liquidazione? La Banda Bassotti o la Pantera Rosa?" A me viene da dire:
fate un po' come vi pare! Tanto non mi fido degli uni come dell'altra. Dovrebbero prima restituire il maltolto a tutti gli italiani onesti, che è quella fiducia nel fare le cose, senza l'odiosa certezza che da qualche parte ci sarà senz'altro una fregatura. Bisogna tornare a parlare di etica, di valori, di morale e di regole ferree che la tutelino, non di torte da spartirsi. Bisognerebbe che qualcuno, a sinistra, si facesse carico di dire, e lottare per questo, che il fine ultimo di qualsivoglia cosa è il benessere (in tutti i sensi) degli esseri umani.

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Pubblicazione a cura di democrazialegalita.it periodico on line