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13/12/2006 |
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Scaramella da uno sconosciuto... Uninsalata russa di spie e un pasticcio allitaliana Barbara Fois Tutto è partito dallavvelenamento col Polonio 210 dellex agente dello spionaggio sovietico Alexander Litvinenko. Una morte terribile e crudele, ma anche orchestrata in modo estremamente teatrale. Voglio dire: si può uccidere un personaggio scomodo in tanti modi. Da noi per esempio si usa farli suicidare, magari appendendoli a un portasciugamani.... ma si possono provocare strani e mortali incidenti e anche particolari malattie, si possono ammazzare sparando loro, si possono avvelenare, ma caspita!, usare un rarissimo isotopo radioattivo è davvero inconsueto e un tantino esagerato! Perchè usare questo tipo di veleno devastante e mortale? Vero è che in Russia pare sia una consuetudine avvelenare gli avversari: il caso più eclatante è certamente quello dellucraino Viktor Yushenko, candidato alla presidenza del suo paese e che è stato sfigurato da un avvelenamento con la diossina. Ma lavvelenamento col Polonio è davvero troppo sopra le righe... sembrerebbe quasi un messaggio di tipo mafioso, del genere Guardate bene cosa vi può succedere. E chi lo manda non può che essere un personaggio potente e ricco. Perchè il Polonio 210 è molto, molto costoso, oltre che così raro. Inoltre lex agente sovietico è stato avvelenato a Londra, dunque lontano dalla patria ( che per altro aveva abbandonato nel 2000) e questo è un segno di ulteriore arroganza e violenza, che sta a dire : non importa quanto lontano possiate andare, io vi troverò e ucciderò lo stesso. Ma perchè questo omicidio così efferato? Litvinenko stava indagando su unaltra morte brutale: quella della giornalista Anna Politkovskaja - una delle più assidue croniste della guerra in Cecenia e dei massacri compiuti dai russi in quel paese - assassinata con due colpi di pistola nellascensore di casa sua. Anche lei come Litvinenko era una fiera oppositrice di Putin. Lex agente sovietico, dal suo letto di morte ha indicato il presidente russo come il mandante del suo omicidio, senza alcun dubbio e con estrema durezza. Intanto la polizia inglese indaga sulle persone che ha incontrato Litvinenko il giorno che è stato avvelenato ed ecco che fra il suono di balalaike si alza lo strimpellare scordato di un mandolino nostrano: fra le persone incontrate cè anche il napoletano Mario Scaramella. Chi è? Si chiedono tutti ed ecco che viene fuori che è un consulente di una commissione parlamentare italiana: la commissione Mitrokhin, presieduta dal forzista Paolo Guzzanti. E qui cominciano una serie di rivelazioni scioccanti, che stanno riempiendo i nostri quotidiani. Ma andiamo per ordine: intanto che caspita è questa commissione Mitrokhin?? E una commissione che il governo Berlusconi ha formato per studiare le carte provenienti dallArchivio di Vasili Nikitich Mitrokhin, un ex archivista del KGB in pensione, che nellarco di molti anni copiò i documenti segreti contenuti nellArchivio presso cui lavorarava e poi , dopo la caduta del muro di Berlino, cercò di venderli in occidente, nei primi anni 90. Le carte parlavano di informatori, di simpatizzanti e di possibili spie del KGB nei vari paesi dEuropa, Italia compresa. E indicavano una serie di nomi. Gli americani le ritennero una bufala e non le comprarono, invece gli inglesi le acquistarono e le fecero pubblicare. Molti storici si sono chiesti se i documenti potevano essere attendibili, dato che era impossibile verificarne lautenticità confrontandoli con eventuali originali conservati in Russia. LAmerican Historical Review (n.106 del 2 Aprile 2001) scriveva in proposito: .. Potrebbe forse un simile personaggio sospetto (dal punto di vista del KGB) realmente essere stato libero di trascrivere migliaia di documenti, contrabbandarli fuori dalle sedi del KGB, nasconderli sotto il suo letto, trasferirli nella sua casa di campagna, nasconderli nei contenitori del latte, fare numerose visite alle ambasciate Britanniche all'estero, fuggire in Gran Bretagna per poi tornare in Russia e trasportare tutti quei voluminosi documenti nuovamente in occidente, tutto questo senza destare l'interesse del KGB?... certo, potrebbe averlo fatto. Ma come possiamo saperlo?" Già. Operazioni di questo genere a Roma hanno un nome preciso: si chiamano sòle, ci risulta. E sono molto, molto azzardate e pericolose. Ma infine di chi parlavano questi documenti? I nomi italiani sono tutti o quasi di gente sconosciuta: piccoli impiegati o funzionari di secondo piano di ministeri o ambasciate e poi alcuni giornalisti invece conosciuti, ma che certamente con il KGB è difficile che possano aver avuto rapporti di collaborazione, anche considerando il loro orientamento politico di destra. Insomma: niente documenti originali, ma solo copie fatte dal Mitrokhin, sempre che di copie e non di abborracciate invenzioni si tratti. Quel che tecnicamente parlando si dice un pacco, in sintesi, ma su cui la destra ha costruito una commissione fatta apposta per cercare di infangare alcuni personaggi della sinistra, Prodi in testa. E molto interessante leggere gli atti di questa commissione, per altro tutti riportati nel sito del Senato, e soprattutto le cose incredibili dette dal suo Presidente Guzzanti. Ne riporto qui un brano perchè è molto più esplicativo di quanto potrebbe essere un qualsiasi commento, anche fazioso. Si tratta della trascrizione dellultima sedura della commissione, che risale al 15 marzo di questanno, proprio a ridosso delle elezioni (ma và?!): PRESIDENTE........Voglio ricordare una cosa sul KGB. Quando si parla del KGB, ho detto tante volte ..............che non si tratta di un Servizio segreto come la CIA, il BND, lMI6, il SISMI o lo SDECE francese. Il KGB era una polizia segreta che svolgeva il suo compito fondamentalmente organizzando, vessando e controllando la vita dei cittadini, dei civili dellUnione Sovietica e si occupava assolutamente di tutto, diversamente dal GRU, che era ed e` non essendo scomparso un Servizio di grande importanza militare............... Saltando un po qua e la`, vorrei parlare della questione Agca, San Pietro e Sokolov, dellattentato al Papa e delluccisione di John Fitzgerald Kennedy, cosı` come del caso Moro. Su quanto avvenuto a John Fitzgerald Kennedy ce` un bellissimo studio, che potevamo acquisire: e` di Max Holland, un eccellente storico americano (pubblicato in Italia), in cui ce` tutta la fedele ricostruzione delloperazione KGB che fabbrico` la leggenda nera di Kennedy ucciso dalla CIA, poi consacrata e quindi consegnata, alle generazioni future dal film di Oliver Stone. Quella del caso Moro si chiama operazione «Shpora». Quella del Papa si trova nelle carte della STASI che il giudice Priore ha acquisito durante la sua inchiesta. Che poi i bulgari abbiano cercato di rifilare alla Commissione tutte quelle carte con gli omissis, mentre «la Repubblica» pubblicava altre carte... In realta` i documenti sono gia` presenti nellinchiesta Priore. Sono atti della magistratura italiana e lı` ce` tutta la grande operazione di disinformazione e di intossicazione che fu messa in atto immediatamente, poche ore dopo lattentato del 13 maggio 1981, prima ancora che chiunque si mettesse a parlare di pista bulgara. Dunque, secondo Guzzanti, dietro luccisione di Kennedy, di Moro, il ferimento del papa e perfino la strage alla stazione di Bologna (!!!!) ci sarebbero i russi del KGB. Ne vien fuori una visione del mondo e della politica da un Don Camillo fatto di crack
Quanto poi allattendibilità dei documenti, la sua opinione è ondivaga: prima li prende per oro colato ma poi, quando in quei documenti si trovano anche nomi di amici suoi, sentite che dice: Posso solo dire che metto la mano sul fuoco di fronte ai nomi di colleghi giornalisti che conosco bene, perche´, come si dice, non penso proprio, e non faccio tutti i nomi, che fossero degli agenti. Il fatto che frequentassero lUnione Sovietica per motivi professionali certamente li avra` messi in contatto, come avra` messo in contatto tutti, tutti quanti, con uffici.... Che poi abbiano considerato il tale giornalista acuto, interessante... Sandro Viola, mio compagno di banco per ventanni, persona che stimo tantissimo, bravissimo, era un uomo consideratissimo dai sovietici; andava e ci raccontava di essere andato allambasciata, erano rapporti di grande qualita` intellettuale e politica. Sul fatto di trovare il suo nome in un arnese di cui manca il manuale duso, il «Manuale delle giovani marmotte»: come si usa questo manuale, che vuol dire che ci fossero i nomi di Viola, Zincone, Gawronski e Corbi? E certo: che vuol dire che in quel guazzabuglio di carte piene di fole ci siano anche gli amichetti suoi? Non vuol dir niente! Perchè siccome sono amici suoi col KGB non centrano affatto. E poi questi documenti bisogna avere la chiave giusta per interpretarli.... La cosa è diversa se nelle carte si trovano anche altri nomi... ehhhh, allora quelli sì che sono implicati in chissà quali orribili storie! Nel caso poi quei nomi, come per esempio quello di Prodi ( uno a caso!) non ci fossero, o non fossero in un contesto compromettente, si può sempre trovare qualcuno che se l inventi. E chi per esempio? Ma Scaramella, il consulente del presidente Guzzanti. Le ultime intercettazioni telefoniche pubblicate da Repubblica e ascoltate in varie trasmissioni televisive, parlano chiaro. A questo proposito il senatore di FI ha annunciato una querela contro Repubblica dicendo Dal mio telefono di casa dico quello che mi pare e piace... Non mi devo giustificare! Beh, ma se si chiede a qualcuno di far qualcosa contro terzi, anche mentendo e inventando, il fatto che la si dica dal proprio telefono non la giustifica affatto! E , a questo proposito scusate la curiosità secondo quali criteri è stato scelto questo signor Scaramella? E chi lo paga? Noi? Perchè se se lo paga Guzzanti sono affari suoi, ma se lo paghiamo noi contribuenti, allora vogliamo sapere come e perchè è stato reclutato questo signore. Ma non sono solo queste le cose che ci lasciano davvero allibiti. Leggete un po quello che dice il Guzzanti sui reali obiettivi della commissione che presiede: Noi siamo stati qui per indagare sul SISMI. Si dice: ma allora si mette in dubbio, in discussione, il ruolo istituzionale: sı`. Questa e` una Commissione dinchiesta, ha condotto uninchiesta contro il SISMI. Il SISMI e` loggetto dellinchiesta; non e` un collaboratore della Commissione, non e` un gruppo di persone che offrono opinioni che noi ascoltiamo annuendo gravemente e ringraziando; certo, ho ringraziato ed annuito, ma loro erano e sono loggetto dellinchiesta, perche´ questa Commissione e` partita dallipotesi che non tutto fosse regolare, che vi fossero delle illegalita`, delle illegittimita`, che ci fosse un altro dossier Mitrokhin. Io sono arrivato, e ho subito detto che non ho nessun prova, ad una convinzione logica. (I lavori proseguono in seduta segreta dalle ore 11,55 alle ore 11,56) PRESIDENTE. Quindi, ho scritto nella proposta di relazione che cè unipotesi che ho definito perfettamente compatibile: cio` vuol dire che non e` dimostrata da una prova, ma calza a pennello con tutte quelle irregolarita`, stranezze, anomalie, che noi abbiamo verificato fin dal principio e di cui quella piu` grave, che gia` allora sembrava grave ma oggi lo sembra enormemente di piu` rispetto a quattro anni fa, è il fatto che quando lMI6 offrı` al SISMI di intervistare Mitrokhin non era per fare una gita a Londra e dire qualcosa del tipo: «Allora, questa e` la scheda n. 146 che lei ha portato?» E lui risponde di sı`. O ancora: «E questa e` la n.147?» e lui risponde di no. Il fatto e` che Mitrokhin conservava la proprieta` del know how, la conoscenza di tutto quanto aveva crittografato. Quindi, quando gli inglesi ci dissero: rivolgetevi a Mitrokhin per eventuali sviluppi, per tutto quello che non vi e` chiaro, che volete sapere in piu`, e questa offerta e` stata lasciata cadere, ebbene, a parer mio (so che non e` il parere vostro) questa e` una prova, una ulteriore prova logica del modo malizioso con cui e` stata condotta questa faccenda. Colgo anche loccasione per dire che considero in fondo i direttori del SISMI, il generale Siracusa e lammiraglio Battelli, due servitori pubblici i quali (sono sicuro di questo; certo, la sicurezza deriva dal fatto che ce` una legge che lo dice) non possono che aver agito su impulso di chi ha lautorita` politica.
La cosa è di una gravità inaudita!! Dunque Guzzanti si è fatto unidea: che nel dossier Mitrokhin ci dovevano essere delle cose importanti e che i Servizi Segreti italiani su imbeccata dei governi di sinistra hanno nascosto. Per dire questo non ha nessuna prova, ma secondo lui non può essere che così, perciò mette sotto accusa il SISMI... siamo in pieno delirio di onnipotenza. E se non basta anche così, si può sempre inventare! Tanto, siamo nella Casa della Libertà di fare quel cavolo che ci pare, o no? E così ha detto in una recente intervista il Guzzanti: Ho fatto la mia indagine su Prodi in nome della legge ( che istituisce la Commissione Mitrokhin)...seguendo la legge e alla luce del sole. Ma solo qualche mese fa in un editoriale su Il Giornale intitolato Il mio jacuse scriveva ...Rimpiango di non aver gridato per l'assassinio di Anatoly Trofimov, generale del Fsb russo, superiore di Litvinenko che sconsigliò di venire in Italia perché «l'Italia è il nido degli agenti sovietici ieri e russi oggi, e dove il nostro uomo di fiducia our man Romano Prodi è alla guida del governo europeo».
Su questa espressione our man si basa anche una delle telefonate pubblicate da Repubblica e di cui riportiamo il brano per intero, per dimostrare quanto sia tutto farlocco quello che dice questo signore. Scrive Repubblica:
.....Non possono accusare Romano Prodi di essere un agente e dunque
ripiegano su una formula meno assertiva, ma più malignamente suggestiva.
Romano Prodi è stato un uomo "coltivato" dal Kgb. Il problema dei due
signori è di costruire un supporto di testimonianze che regga in
pubblico, perché, come dice Guzzanti, "non è una lite tra giornali, qui
si finisce poi in tribunale". Tocca a Scaramella trovare il testimone
chiave. Vladimir Bukovskij (intellettuale dissidente riparato a Londra,
scambiato dai sovietici nel 1976 con il comunista cileno Luis Corvalan)
si è chiamato fuori con una considerazione che non fa una piega "Se
attacchiamo politici occidentali, quando non abbiamo documenti, poi
perdiamo credibilità, anche quando invece abbiamo i documenti".
"Comunque - racconta Scaramella a Guzzanti - non arriviamo a dire che
Prodi è un agente del Kgb in questi termini. Quello che è certo è che i
russi consideravano Prodi amico dell'Unione Sovietica". E meno male che queste cose il Guzzanti le diceva dal telefono di casa sua! E per completare largomento: la commissione Mitrokhin si è chiusa senza nemmeno una relazione finale. Perchè la relazione di Guzzanti non se la sono sentita di votarla nemmeno i suoi. Lo stesso Andreotti ha fatto mancare il numero legale andandosene: della serie questo è troppo pure pemmè . Eppure, in mezzo al casino che ha fatto, Guzzanti ha la faccia tosta di riproporre la commissione Mitrokhin e per giunta sè stesso come presidente!! Davvero si capisce da chi i suoi figli abbiano preso il senso umoristico. Ma a questo punto è giusto chiedersi: ma chi è
sto Scaramella? Chi è questo signore che ha contatti coi russi, sta nel
mondo delle spie ed è consulente di una commissione parlamentare
italiana? Ehhhh, è una lunga storia pure questa. Una storia molto
italiana, fra il lusco e il brusco, ma anche a metà a nostro
avviso- fra i viaggi di Gulliver e il barone di Münchausen. Stamani su
Repubblica cè una intervista con il generale Oleg Gordievskij, che
Scaramella cita sempre come una delle sue fonti, veramente illuminante
sul nostro consulente: il generale racconta come sia stato assillato dal
napoletano perchè confermasse le sue menzogne su Prodi e ai suoi
dinieghi non si sia arreso. Gordievskij racconta come invece Litvinenko
si sia inventato un sacco di menzogne :... ero convinto ieri e lo
sono ancora di più oggi che Aleksandr, per ragioni legate alle continue
difficoltà economiche, avesse alla fine deciso di dire a Scaramella quel
che Scaramella voleva sentirsi dire. Forse perché da questo immaginava
di trarre qualche vantaggio in futuro. Del resto, Aleksandr screditò
Prodi non solo con Scaramella, ma anche con alcuni deputati europei
inglesi che avevano lo stesso interesse. Questa è una cosa che so per
certa, perché quei deputati europei inglesi mi avvicinarono per tentare,
inutilmente, di farmi confermare le confidenze di Litvinenko". Il
generale Gordievskij definisce Scaramella un megalomane, un caso
psichiatrico, un bugiardo e un buffone, che ha mentito perfino sul suo
stato di salute : ..è arrivato a dire che nel suo corpo c'era una
dose di polonio cinque volte superiore a quella letale, salvo uscire
oggi (ieri, ndr) con le sue gambe dall'ospedale? Lo dico un'ultima
volta. Credetemi: Scaramella is a mental case. Non va messo sotto
inchiesta, non va buttato in un carcere: va consegnato alle cure di un
efficiente staff medico che si prenda cura della sua psiche e, in
silenzio e per il suo equilibrio, lo faccia dimenticare Il 13 marzo del 2004 lo Scaramella si trova
implicato in una strana sparatoria che finisce sui giornali e si
comincia a parlare di lui, proprio perchè risulta consulente della
commissione Mitrokhin. Di lui così scrive Enzo d'Errico per il Corriere
della sera Più che un biglietto da visita, ci vorrebbe una
pergamena. E forse nemmeno quella riuscirebbe a contenere i titoli
affastellati nel curriculum di Mario Scaramella, che si fa chiamare
professore ma non ha una cattedra universitaria, che fu imputato (e
successivamente prosciolto) in una strana storia di "poliziotti
ecologici" con compiti poco chiari ma è stato pure magistrato
monocratico, che collabora con la presidenza della commissione Mitrokhin
per approfondire i rapporti fra Kgb e Brigate Rosse ma si occupa di
sicurezza ambientale, che discetta di "tecnologie spaziali contro il
terrorismo" e "mine atomiche" ma nella vita di tutti i giorni
sovrintende alla demolizione delle case abusive per conto dell'Ente
Parco del Vesuvio. E sempre relativamente a questa sparatoria
Giovanni Marino su Repubblica del 14 marzo 2004 riporta alcune
considerazioni di Scaramella: "Voglio pure essere trasparente ma non
posso rivelare dei segreti...io lavoro per la commissione Mitrokhin
anche a Napoli, voglio dire: pure qui devo svolgere la mia missione,
espletare certe modalità operative". Non c´è niente da fare, Mario
Scaramella, una vita da consulente (per la sicurezza, per i crimini
ambientali, per due Procure, per il Parco del Vesuvio, per la
commissione), già giudice onorario, una disavventura giudiziaria
superata, è sempre pronto a sorprenderti. Quando pensi di aver ascoltato
tutto da lui, tira fuori un asso nella manica che ti spiazza. La
connessione Napoli-Mitrokhin, per esempio. Inedita. "Per la commissione
c´è del lavoro anche su Napoli, stop, il resto è riservato". E via con
un altro mistero di questa vita che sconfina nel romanzesco. Ma che
sarà questo mistero napoletano? Mah... intanto continuiamo a leggere Tredici
anni fa finì sui giornali perché accusato di essere un falso poliziotto
dei Nasc, la polizia ambientale, oggi ci torna da uomo dei misteri della
Mitrokhin... Ma avevamo lasciato i misteri napoletani in sospeso, vero? Beh, è un caso che esattamente un anno dopo esploda una notizia incredibile sulle pagine dellEspresso circa 20 siluri nucleari sul fondo della baia di Napoli? Beh, no, dato che la fonte che lEspresso cita è il nostro Mario Scaramella... eccovi la notizia battuta dallagenzia Adncronos: NAPOLI: ALLARME
ATOMICO NEL GOLFO, CI SAREBBERO 20 SILURI NUCLEARI RUSSI SGANCIATI NEL
'70
Non passano due mesi che il nostro infaticabile si trova coinvolto in
unaltra spy story: è sempre Scaramella a denunciare
Due cassettine con
scritte in cirillico per 10 chili di uranio per confezionare una piccola
atomica. L'incredibile merce radioattiva sarebbe arrivata a Rimini,
nelle mani di tre romagnoli, attraverso un ucraino che l'avrebbe a sua
volta avuta, a suo dire, da ex militari dell'Armata Rossa. I riminesi
avrebbero avuto il compito di trovare acquirenti, ma dopo alcuni mesi di
trattative andate a vuoto, la valigetta con le casssettine sarebbe stata
restituita all'ucraino, che risiede in città e avrebbe già avuto qualche
problema con la giustizia italiana. Lorenza Lavosi Fonte: Quotidiano Nazionale - 11 giugno 2005
Ci pare che basti così. Ma torniamo alloggi: oltre al generale Oleg
Gordievskij, cè anche un altro ex agente russo, Euvgenij Limarev,
tirato in ballo dallineffabile napoletano a dare preoccupanti
informazioni sul consulente di Guzzanti, in una intervista su
Repubblica: .......Nonostante i lavori della commissione Mitrokhin si
fossero conclusi, Mario Scaramella mi ha chiesto di controllare il
background di una ventina di personalità politiche italiane nella
presunzione che potessero aver avuto nel passato rapporti con il Kgb".
Tutte balle, insomma. Balle, bugie, brogli: così lavora certa destra. Intercettazioni, firme false, calunnie: nessuna mossa scorretta esclusa. E adesso ricontiamo pure le schede bianche e nulle, ma stiamo attenti, perchè di brogli elettorali cominciò a parlarne Berlusconi ancora prima delle elezioni e un vecchio detto dice che la prima gallina che canta è quella che ha fatto luovo. E in tutto questo tempo non ha fatto che chiedere riconteggi di schede: perchè?? Ricordiamoci delle vittorie rubate di Bush!! E a questo proposito: chi si dimentica degli scatoloni con le schede elettorali trovati affianco ai cassonetti della spazzatura a Roma? Quelle di chi erano? Che fine hanno fatto? Saranno ricontate? Ci saranno chissà dove altri scatoloni opportunamente riempiti di schede favorevoli alla destra, da tirar fuori al momento opportuno, sostituendole a quelle vere? Dite che è fantapolitica? Ma Scaramella e la commissione Mitrokhin che altro è? Dobbiamo chiederci seriamente in che pasticci squallidi è finito questo paese e come se ne può uscire. Quello che fa più paura, però al momento, non sono tanto questi scomposti e miserabili tentativi della destra di vincere per forza, anche con limbroglio, anche screditando lavversario, quello che fa paura è il silenzio e la passività del centro sinistra, la sua mancanza di reattività. Perchè è quella che invoglia certa destra a fare sempre di più e sempre peggio, sprofondando il paese in un clima di amoralità e di anarchia. Diceva Martin Luther King ... Non ho paura delle parole dei violenti, ma del silenzio degli onesti.
Approfondimenti
e infine, giusto per capire chi è Guzzanti: (filmato con terribili immagini di morti palestinesi e agghiaccianti commenti di Guzzanti, inneggianti a Israele e vagheggianti la distruzione del popolo palestinese. Non a caso si intitola Oh, Israel...)
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Pubblicazione a cura di
democrazialegalita.it periodico on line |