Periodico on line registrato presso tribunale di Firenze n°5375

home page  Link     Redazione     Archivio      Editoriali      Documenti      Speciali     IpseDixit       Lettere     Incontri&Iniziative  Interviste

19 novembre 2006   

 

Finanziaria e Magistratura

contributo di Aldo Morgigni

Sui quotidiani odierni sono apparse notizie false secondo le quali uno degli  effetti della finanziaria sarebbe quello di un incremento medio lordo annuo degli stipendi dei magistrati di circa €. 3000!!! Il riferimento – in realtà – deriva solo dall’applicazione nella misura lorda e media degli ipotetici incrementi dovuti all’adeguamento annuale, senza calcolare i tagli della finanziaria. In realtà a questa notizia – beffa si aggiunge il  consistentissimo danno delle future decurtazioni sui nostri stipendi nelle misure (approssimative per difetto) che seguono. In attesa della forte, sicura e pubblica replica che interverrà da parte dell’ANM, per renderci meglio conto della falsità di queste notizie ecco il prospetto del quantum delle decurtazioni all’adeguamento per il 2007/2008 dovute alla finanziaria:

qualifica *                                 lordo annuo*     totale lordo*
biennio

magistrato di tribunale:           €. 500             €. 1.000

magistrato di tr. 3 anni:          €. 650              €. 1.300

magistrato appello:                 €. 550              €. 1.100

magistrato cassazione:            €. 1.190           €. 2.380

magistrato FDS:                     €. 1.430           €. 2.860

magistrato 40 anni servizio:    €. 1.510           €. 3.020

Anche se il taglio mensile netto sembrerebbe erroneamente modesto, le somme lorde decurtate nel biennio (che sono quelli che rilevano per la base di calcolo ed a fini previdenziali) vanno da €. 740 (£. ) per un uditore giudiziario a €. 3.020 (£. ) per un magistrato con quaranta anni di servizio. Non mi sembra poco, anche perché se è vero che dal 2009 l’adeguamento verrà corrisposto per intero e con recupero della base di calcolo (ma senza restituzione delle somme mensili già trattenute nel biennio ) si tratterà di un conguaglio, con la conseguenza che se gli stipendi dei pubblici dipendenti subiranno incrementi minori (ad esempio il 10%) di quelli previsti (circa il 12%) nel triennio la somma scenderà ulteriormente. Ecco perché il taglio è iniquo ed incostituzionale, in quanto crea una
disparità con tutto il pubblico impiego (cioè l’adeguamento si abbassa di per sé se scendono gli aumenti dei pubblici dipendenti, ma a noi scende di un ulteriore 30%!). In pratica si tratta di un mancato recupero dell’inflazione (che è molto più alta di quella dichiarata) nella misura del 30%. Poiché aumentano anche le tasse la perdita del potere di acquisto dei nostri stipendi dovrebbe aggirarsi sul 5 % netto ed effettivo. In sostanza è necessario non abbassare la guardia ANCHE SUI TAGLI STIPENDIALI, OLTRE ALLE QUESTIONI IMPORTANTI E INDIFFERIBILI SULLA RIFORMA DELL’ORDINAMENTO GIUDIZIARIO CHE È IN CORSO DI PREPARAZIONE (e sulla quale sarebbe anche utile che ci riferisse qualcosa chi è informato e può farlo senza violare segreti di Stato ….).


*i dati sono calcolati con una approssimazione per difetto.


 

AUMENTI AI MAGISTRATI: NOTIZIE FALSE E GROTTESCHE

1. Su molti quotidiani italiani compaiono oggi,  con diverso risalto,  notizie su pretesi aumenti di stipendi dei magistrati derivanti dalla legge finanziaria in corso di approvazione.  

Le notizie - che hanno come fonte quello che viene definito uno "studio" della Confederazione artigiani di Mestre  - sono false e per più versi addirittura "grottesche".

Al punto che è difficile decidere se indignarsi e protestare per la loro radicale falsità o se prendere atto che la ricerca si è risolta in un vero e proprio infortunio.

2. Secondo la "ricerca" degli artigiani di Mestre -  il reddito lordo annuo dei 10.765 magistrati salirebbe per effetto della finanziaria da 106.702 a 109.790 con un aumento di 3.088 euro.

Ora questa affermazione è semplicemente non rispondente al vero ed arbitraria.

E' falso che la legge finanziaria contenga "aumenti" per i magistrati.

Al contrario,  come tutti possono controllare leggendo il comma 260 del maximendamento, essa prevede - per gli anni 2007 e 2008 -  la decurtazione del 30% dell'indice di adeguamento delle retribuzioni, indice  che allinea , con ritardo, la retribuzioni dei magistrati alla media degli aumenti contrattuali ottenuti in precedenza dai pubblici dipendenti contrattualizzati".

Inoltre tale "decurtazione specifica" - relativa cioè ai soli magistrati - si aggiunge all'aumento delle aliquote fiscali che colpirà  (solo) i magistrati con più elevate anzianità di servizio ed alla prevista riduzione degli aumenti per i rinnovi dei contratti dei pubblici dipendenti che si rifletterà anche sulla misura dell'indice di adeguamento retributivo dei magistrati. 

Alla magistratura sono stati perciò richiesti dalla legge finanziaria rilevanti sacrifici.

3. E' inoltre arbitrario anche il "dato base" della ricerca.  che si riferisce alle retribuzioni dei magistrati ( euro 106.702 ).

Il dato, infatti, non rappresenta il reddito da lavoro ( si badi: "lordo") della maggior parte dei magistrati italiani   (la retribuzione annua "lorda" - assolutamente omnicomprensiva -  di un uditore giudiziario è di euro 35.027,  quella di un magistrato di tribunale è di euro 53.976,  quello di un magistrato di appello è di 88.848) ma opera impropriamente una media tra due valori: da un lato le retribuzioni -  "individuali" - dei due magistrati al vertice della scala retributiva e quelle dei magistrati con anzianità di servizio elevatissime ( oltre 45 anni in una categoria in cui si va in pensione a 75 anni) e dall'altro lato le retribuzioni effettive della gran parte della categoria .

Un classico - e pessimo-  esempio di media ingannevole che può rinnovare i  noti sarcasmi sulle statistiche ma non costituire la base di una ricerca degna di questo nome.

4. Infine il dato relativo al numero dei magistrati mette insieme categorie diverse (magistrati ordinari, amministrativi e contabili) che hanno trattamenti economici assai diversi tra di loro. 

5. Mi auguro che gli autorevoli quotidiani che hanno pubblicato i risultati della "ricerca" degli artigiani di Mestre vogliano accogliere anche le rettifiche e le precisazioni che vengono dai magistrati.

Nello Rossi  Segretario generale dell'Associazione nazionale magistrati .




 

Pubblicazione a cura di democrazialegalita.it periodico on line