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Finanziaria e Magistratura
contributo di Aldo Morgigni
Sui quotidiani odierni sono apparse
notizie false secondo le quali uno degli effetti della finanziaria
sarebbe quello di un incremento medio lordo annuo degli stipendi dei
magistrati di circa . 3000!!! Il riferimento in realtà deriva solo
dallapplicazione nella misura lorda e media degli ipotetici incrementi
dovuti alladeguamento annuale, senza calcolare i tagli della finanziaria.
In realtà a questa notizia beffa si aggiunge il consistentissimo
danno delle future decurtazioni sui nostri stipendi nelle misure
(approssimative per difetto) che seguono. In attesa della forte, sicura e
pubblica replica che interverrà da parte dellANM, per renderci meglio conto
della falsità di queste notizie ecco il prospetto del quantum delle
decurtazioni alladeguamento per il 2007/2008 dovute alla finanziaria:
qualifica * lordo annuo* totale lordo*
biennio
magistrato di tribunale: . 500 . 1.000
magistrato di tr. 3 anni: . 650 . 1.300
magistrato appello: . 550 . 1.100
magistrato cassazione: . 1.190 . 2.380
magistrato FDS: . 1.430 . 2.860
magistrato 40 anni servizio: . 1.510 . 3.020
Anche se il taglio mensile netto sembrerebbe erroneamente modesto, le somme
lorde decurtate nel biennio (che sono quelli che rilevano per la base di
calcolo ed a fini previdenziali) vanno da . 740 (£. ) per un
uditore giudiziario a . 3.020 (£. ) per un magistrato con quaranta
anni di servizio. Non mi sembra poco, anche perché se è vero che dal 2009
ladeguamento verrà corrisposto per intero e con recupero della base di
calcolo (ma senza restituzione delle somme mensili già trattenute nel
biennio ) si tratterà di un conguaglio, con la conseguenza che se
gli stipendi dei pubblici dipendenti subiranno incrementi minori (ad esempio
il 10%) di quelli previsti (circa il 12%) nel triennio la somma scenderà
ulteriormente. Ecco perché il taglio è iniquo ed incostituzionale, in quanto
crea una
disparità con tutto il pubblico impiego (cioè ladeguamento si abbassa di
per sé se scendono gli aumenti dei pubblici dipendenti, ma a noi scende di
un ulteriore 30%!). In pratica si tratta di un mancato recupero
dellinflazione (che è molto più alta di quella dichiarata) nella misura del
30%. Poiché aumentano anche le tasse la perdita del potere di acquisto dei
nostri stipendi dovrebbe aggirarsi sul 5 % netto ed effettivo. In sostanza è
necessario non abbassare la guardia ANCHE SUI TAGLI STIPENDIALI, OLTRE ALLE
QUESTIONI IMPORTANTI E INDIFFERIBILI SULLA RIFORMA DELLORDINAMENTO
GIUDIZIARIO CHE È IN CORSO DI PREPARAZIONE (e sulla quale sarebbe anche
utile che ci riferisse qualcosa chi è informato e può farlo senza violare
segreti di Stato
.).
*i dati sono calcolati con una approssimazione per difetto.
AUMENTI AI
MAGISTRATI: NOTIZIE FALSE E GROTTESCHE
1. Su molti quotidiani italiani compaiono oggi, con diverso risalto,
notizie su pretesi aumenti di stipendi dei magistrati derivanti dalla legge
finanziaria in corso di approvazione.
Le notizie - che hanno come fonte quello che viene definito uno "studio"
della Confederazione artigiani di Mestre - sono false e per più versi
addirittura "grottesche".
Al punto che è difficile decidere se indignarsi e protestare per la loro
radicale falsità o se prendere atto che la ricerca si è risolta in un vero e
proprio infortunio.
2. Secondo la "ricerca" degli artigiani di Mestre - il reddito lordo annuo
dei 10.765 magistrati salirebbe per effetto della finanziaria da 106.702 a
109.790 con un aumento di 3.088 euro.
Ora questa affermazione è semplicemente non rispondente al vero ed
arbitraria.
E' falso che la legge finanziaria contenga "aumenti" per i magistrati.
Al contrario, come tutti possono controllare leggendo il comma 260 del
maximendamento, essa prevede - per gli anni 2007 e 2008 - la decurtazione
del 30% dell'indice di adeguamento delle retribuzioni, indice che allinea ,
con ritardo, la retribuzioni dei magistrati
alla media degli aumenti contrattuali ottenuti in precedenza dai pubblici
dipendenti contrattualizzati".
Inoltre tale "decurtazione specifica" - relativa cioè ai soli magistrati -
si aggiunge all'aumento delle aliquote fiscali che colpirà (solo) i
magistrati con più elevate anzianità di servizio ed alla prevista riduzione
degli aumenti per i rinnovi dei contratti dei pubblici dipendenti che si
rifletterà anche sulla misura dell'indice di adeguamento retributivo dei
magistrati.
Alla magistratura sono stati perciò richiesti dalla legge finanziaria
rilevanti sacrifici.
3. E' inoltre arbitrario anche il "dato base" della ricerca. che si
riferisce alle retribuzioni dei magistrati ( euro 106.702 ).
Il dato, infatti, non rappresenta il reddito da lavoro ( si badi: "lordo")
della maggior parte dei magistrati italiani (la retribuzione annua "lorda"
- assolutamente omnicomprensiva - di un uditore giudiziario è di euro
35.027, quella di un magistrato di tribunale è di euro 53.976, quello di
un magistrato di appello è di 88.848) ma opera impropriamente una media tra
due valori: da un lato le retribuzioni - "individuali" - dei due magistrati
al vertice della scala retributiva e quelle dei magistrati con anzianità di
servizio elevatissime ( oltre 45 anni in una categoria in cui si va in
pensione a 75 anni) e dall'altro lato le retribuzioni effettive della gran
parte della categoria .
Un classico - e pessimo- esempio di media ingannevole che può rinnovare i
noti sarcasmi sulle statistiche ma non costituire la base di una ricerca
degna di questo nome.
4. Infine il dato relativo al numero dei magistrati mette insieme categorie
diverse (magistrati ordinari, amministrativi e contabili) che hanno
trattamenti economici assai diversi tra di loro.
5. Mi auguro che gli autorevoli quotidiani che hanno pubblicato i risultati
della "ricerca" degli artigiani di Mestre vogliano accogliere anche le
rettifiche e le precisazioni che vengono dai magistrati.
Nello Rossi
Segretario generale dell'Associazione nazionale magistrati .
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