| Don Gelmini ha le carte in regola, santo subito,
protettore della casa delle libertà. |
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Don Pierino Gelmini nessuno lo ricorda è il
fratello del più noto Padre Eligio Gelmini: prete in
cachemire, amico di calciatori e di veline ante litteram,
famoso negli anni settante per frequentazioni e coinvolgimenti
in quelli che la stampa di allora chiamava 'balleti' rosa,
verdi e qualcuno ( col senno di poi...) anche nero, nero
mafia, nero trame. Fondatore di "mondo x", comunità discussa,
con finanziamenti discutibili, ancora l'Italia ufficiale era
bacchettona e ancora risuonavano gli schiaffi le donne dalla
scollatura tentatrice, per cui il clamore fu tanto, forse
troppo, sollevato dalla 'morale' più dalla provenienza dei
soldi con cui Eligio e il fratello , abitavano ville,
vestivano di lusso e facevano 'la bella vita'. Soldi e
amicizie, favori e affari che passavano dall'Argentina, dal
sud del Vietnam, luoghi compromessi in quei tempi di guerre e
regimi.
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Ma veniamo al Pierino di santa romana
chiesa: Tra gli anni sessanta e i settanta, si faceva chiamare
Monsignore nonostante la diffida della Curia,Segretario di un
cardinale, Luis Copello, arcivescovo di Buenos Aires. guidava
una jaguar e veniva inquisito, e arrestato, per per bancarotta
fraudolenta, emissione di assegni a vuoto, e truffa. Pare
avesse messo su una ditta import-export con l'America Latina,
l'america latina di allora, quella dei regimi sanguinari,
della protezione ai nazisti in fuga. Inoltre tra i suoi affari
strani figura una cooperativa edilizia collegata con le Acli,
fallita mentre Pierino ne era tesoriere. Ovviamente queste
vicende, e quelle del fratello, consigliarono al Gelmini un
soggiorno all'estero e scelse il Vietmnam del sud. Anche li
trovò il modo di distirnguersi e venne denunciato per
appropriazione indebita dalla vedova Diem, nonchè da un
Arcivescovo locale.
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Nel 1971 torna in italia e
va in galera. Quattro anni filati dietro le sbarre puittosto
movimentati, reclami di altri detenuti per la condotta del
'Monsignore' che viene definito 'promiscuo', qualche problema
di disciplina.
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Uscito dal carcere chiesa
cattolica lo condanna a una ritiro in Toscana, la pecorella
smarrita. Qualche altro guaio con la giustizia ma la
situazione pare appianarsi, lui e il fratello Eligio
continuano a abitare ville e eremi di lusso, senza grossi
clamori.
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Poi di colpo, Don Pierino
Gelmini diventa la star e il fratello Eligio sparisce
definitivamente dalle cronache, lasciando un flebile ricordo.
Si chiude con il passato pur mantendo una certa continutà e
nasce Iincontro', la comunità per tossicodipendenti che ne ha
fatto un eroe, un mito della salvazione.
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In un eccesso di zelo,
il nostro, volle farsi iniettare il virus dell'AIDS, per
sensibilizzare sulla malattia disse lui, una sorta di martirio
mediatico, da santo dela ventesimo secolo, triste e barocco
come tutti i martiri. Il dubbio sullo stato di salute del Don
precedentemente al 'sacrificio' resta...
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A naso, mi sembra che le
ultime accuse rivolte al Gelmini siano poco credibili, una
vendetta un ricatto o magari qualcuno che non vuole più essere
salvato dal demone della droga e diventar melassa per il
banchetto della salvazione finanziata dallo stato, e da forza
Italia, ma la cosa credibilissima e un po' grottesca è che il
centro-destra abbia assunto questo nuovo eroe tra le fila dei
santi perseguitati,( mentre il centro-sinistra tace per non
compromettersi) ,santo e subito non fosse per il curriculum
perfetto che porta.
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