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Giustizia e politica una cronaca in tempo reale :
Previti, Andreotti, l’Italia
Dal 29 Aprile
Segue dalla home page
21 maggio
L'ex
senatore D.C Vincenzo Inzerillo, già condannato ad otto anni di carcere per
associazione mafiosa, è indagato per concorso in strage dai magistrati di
Firenze nell'ambito dell'inchiesta sui mandanti occulti delle stragi
mafiose del '93.
20 Maggio
Ciò che è
ammirevole della trasmissione Ballarò del 20 maggio sera è che Pezzotta,leader csil, Urso, membro del
governo, Rutelli supercapo dell’opposizione e Ilvo
Diamante, politologo editorialista di repubblica, commentando una analisi socio-economica
pre-elettorale della Sicilia, sono riusciti a parlare per 1 ora senza mai tenere in conto nè
nominare la mafia.
L’unico momento
in cui è stata pronunciata la parola mafia è stato durante il
“siparietto giustizia” quando si è esecrato il comportamento del giudice
che ha “arbitrariamente” concesso gli arresti domiciliari al pentito e
collaboratore di giustizia E. Brusca. il quale, invero, sciolse il piccolo
De Matteo nell'acido. Il silenzio sui mali della Sicilia è unanime, la condanna della magistratura è bipartisan
17, 18, 19 Maggio
Ispezioni fiscali
al tribunale di Milano, impegni improrogabili del “premier”, rinvii di
udienze… scorre implacabile il fiume di aggressioni verbali alla
magistratura, ma la magistratura, evidentemente, fa paura. Scattano, con
una mancanza di tempismo unica al mondo, le rogatorie per il Conte Igor
detenuto in Svizzera. Il Lodo Maccanico piace a molti, a moltissimi, anche
al senatore DS Passigli, e la “Boato” va avanti tranquilla…
16,15,14 Maggio
La
prima sezione del tribunale penale di Milano, stralcia le posizione
dell’imputato Berlusconi dal processo Sme.
Adesso Previti
è solo. Almeno in quell’aula.
Berlusconi
promette, all’Italia del prime time, rivelazioni pesantissime sulla
vicenda Sme. Vedremo.
Qualcuno
parla di elezioni anticipate, non si sa chi non si sa perché, per qualche ora il dibattito si sposta su questa
eventualità e il centro sinistra si dice prontissimo alla consultazione
avendo un leader naturale in Prodi, il quale da Bruxelles informa la mano
sinistra che è “per adesso impegnato in Europa”, un caso di dislessia.
Sono
tornati i girotondi. A Roma in piazza Navona,
luogo simbolo del girotondismo dove l’irrituale urlo di Moretti ha lasciato
il posto a quello del contestatore al tribunale di Milano, ottima spalla
per un capocomico che imposta tutto il suo spettacolo sullo scontro vuoto,
buono soprattutto per la fascia di prime time.
L’opposizione
istituzionale in prime time (Ballarò del 14
maggio), riesce a mostrare , con assidua pervicacia, la propria confusa
identità, il vuoto pneumatico che si legge nelle risposte altezzosamente
indulgenti che un Fassino – la faccia glabra di D’Alema - contrappone alle
grossolanità storiche e alle accuse spavalde di Giovannardi, che invece,
con tutta la sapienza del vecchio politicante, mente e mistifica accusa e
invia soprattutto messaggi trasversali di stampo democristiano, alludendo a
antiche protezioni, antichi scambi di guarentigie, negli anni d’oro in cui
il “primato della politica” era il primato del consociativismo
mutualistico. (R.A.red.)
13, 12, 11 Maggio
Non possiamo
nascondere un chiaro imbarazzo. Per fare una cronistoria pedissequa dei
fatti di questi ultimi due giorni dovremmo raccontare delle pieces del
presidente Berlusconi a Udine, dove tra una barzelletta e una bugia ha
voluto rassicurare gli amministratori eletti nelle proprie file che lui
resta comunque se stesso e che la non-politica resta comunque la sua arma
principale assieme alle vecchie trovate da politicante istruito sul
bignami: i soliti nemici interni
quali: i comunisti che
cantano minacciosi avanti
popolo, i giornalisti
asserviti al bolscevismo e i magistrati combattenti.
Eppoi la
folla minacciosa , quella delle piazze, che grida e con forconi roncole e minacciose torce
va ad’ assaltare il castello
del feudatario della democrazia, del Signore di tutte le libertà.
Bugie, ma
soprattutto una pochezza di argomenti , pochi e forti, che probabilmente
continua a suscitare invidie negli arzigogolati rappresentati del
centro-sinistra che ,ammutoliti, da tanta capacità di ‘comunication’ si
limitano a sciorinare le solite repliche modeste-modeste, contrattando
Lodi.
Li vedi, i Fassino e gli altri, indignarsi, assumere l’espressione
indignata, l’agitazione psicomotoria dello sdegno, ma poi rassicurare e ripetere che tanta indignazione mai porterà a toni troppo alti,
mai sfocerà nella demonizzazione (sempre esecrata!), mai nella documentata
argomentazione che potrebbe servire a distruggere le spericolate bugie e le
mistificazioni che il polo va in giro gigioneggiando. Forse tutto questo
rassicurare è lecito, perché da uno che minaccia di agire contro tutti
coloro che oseranno contestarlo ci si può aspettare di tutto, anche una
denuncia penale…
Berlusconi arringa le folle a Udine per
l’apertura della campagna elettorale:
“…
moralmente sento la responsabilità di impedire che chi è ed è
stato comunista possa prendere il governo, salire al potere…” (impedire
con quali mezzi, signor Berlusconi? con gli “accresciuti poteri del
premier” o con qualche altro strumento poco ortodosso?)
che
cominci a sfoltire le fila dei suoi cortigiani: Giuliano Ferrara, cresciuto sulle ginocchia di
Togliatti, ad esempio. E per noia vogliamo omettere tutte le mezze
calzette, adesso di chiara fede arcoriana, passate dalle sezioni del p.c.i,
nel migliore dei casi, e da Lotta Continua, nei peggiori, alle azzurre
conventions. Con quale segreto rito, questi, sono stati purificati?
10 maggio
Milano ore
16.02 arriva al corriere della sera una telefonata dei
“Combattenti per la Giustizia
Libera” (cgl) che annuncia la presenza di un ordigno al palazzo di
giustizia dove si svolge il processo Sme.
Il
procedimento viene rinviato al 16 maggio.
Il collegio
giudicante è stato interrotto mentre era ancora in camera di consiglio per
decidere se accogliere la richiesta della difesa di Silvio Berlusconi di
rinviare l'udienza del processo per legittimo impedimento del premier ad
essere presente.
Dopo le
veline del sid su D’Ambrosio sventolate da Pecorella, l’invettiva sui
comunisti di ieri sera a Excalibur, l’allarme bomba.
Ci
sentiamo tutti più giovani!
9 maggio
Sera: La spada nella roccia.
A Socci è apparso Berlusconi. Meglio di Fatima…
Regimi…
di Barbara Fois
“Se la prendono
sempre con me… io che sono sotto la cappa del regime…” così ha detto il cavaliere,
che utilizza ormai tutte le reti televisive, le sue e quelle che una volta
erano pubbliche, per uso personale (vedi Excalibur). Viviamo, ormai,
come in una deprimente, imprevedibile e sgangheratamente improvvisata
telenovela sudamericana…
Pomeriggio:
La
richiesta è stata respinta. La voglia
di Berlusconi di andare o non andare in aula, nel processo sme che lo vede
indagato di reati gravissimi, è stata frustrata dalla ineccepibile ma
severa decisione del collegio, che considererà “legittimo impedimento”
solo quanto derivi dal ruolo istituzionale ex del Presidente del Consiglio.
Quindi, non riterrà accettabili impegni personali, di partito o
generalmente “politici”. Una lezione di responsabilità ad un uomo che, nei
suoi intenti, non ha più [solo] il desiderio di allungare il processo
indefinitivamente, ma quello decisamente più devastante di disconoscere la
magistratura, in toto, come elemento degno di giudicarlo. Allo stesso modo
sprezzante di ragionare è da attribuirsi il gesto clamoroso che Berlusconi
compì nel costringere il collegio giudicante nel processo dell’Utri ad una
trasferta da Palermo a Roma per poi rifiutarsi di rispondere, sfruttando il
suo diritto di co-imputato. Solo i “suoi pari”, ormai è chiaro, potranno
avere il privilegio di giudicarlo; o addirittura solo il Popolo; o forse,
secondo le sue ormai non più contenibili ambizioni, solo il Fato, la
Storia, gli Dei. Che l’Europa ci aiuti
Mattino:
E tu che ci
discacci con una vil menzogna/Repubblica borghese un dì ne avrai
vergogna/Noi oggi t'accusiamo in faccia all'avvenir (dal canto Addio
Lugano Bella, o Dolce Terra Mia)
Lugano, Svizzera: Igor Marini, accusatore de Er Mortadella, Er
Ranocchio e di Er Cicogna è stato arrestato per essersi chiamato in
correo, con la sua testimonianza davanti alla commissione Telekom Serbia,
nel reato di riciclaggio di denaro sporco; i due onorevoli italiani che lo
accompagnavano, sono stati fermati con l’accusa di spionaggio (che bella
figura!!!).
Impossibile non
farsi la seguente domanda: visto che Marini ha confessato le sue
responsabilità a Roma, perché non è stato arrestato in Italia? Perché
è stato accompagnato in una “gita in Svizzera”, invece che davanti al
magistrato? E, soprattutto, chi ha portato alla ribalta questo oscuro
personaggio e le sue 40 scatolone di carte affidate ad un notaio
–ovviamente- deceduto? Ne sanno nulla er Serpe, er Canotta e er Filosofo?
leggi le reazioni
elvetiche alla “Mission Impossible” a Lugano
Saxa Rubra:
Ispezioni, verifiche, accertamenti o
interrogatori? In attesa della prossima ispezione ministeriale al tribunale
di Milano tante volte annunciata da Castelli, ecco a voi i pattugliamenti
al TG3, ovvero TeleKabul, TeleBagdad, TelePuffonia. Tempi duri, tempi duri…
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Quali “tempi da
lupi”, signor Presidente?
di
Daniela Gaudenzi
Non contento del
coup de theatre delle "dichiarazioni spontanee" al processo Sme
che gli ha suscitato pure applausi nella sede giudiziaria viziata, a suo
dire, dal più pervicace accanimento persecutorio, il presidente - imputato
è ritornato all'attacco delle istituzioni democratiche dal servizio
pubblico radiofonico (Radio anch'io) e
dalla prima pagina del Corriere della
Sera. Nella prima sede è stato più didattico e divulgativo per
persuadere anche qualche recalcitrante, fissato con il conflitto di
interessi, che lui non si sta battendo per sé e per le sue beghe
giudiziarie cioè la "persecuzione", ma per i diritti di tutti…
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8 Maggio
Esce su l’Economist l’articolo “Silvio Berlusconi non è
adatto a guidare l’Europa”(
la traduzione integrale)
Piero
Fassino, intervenendo nella trasmissione
radiofonica Radio Anch'io (logica dell’alternanza…): "Si può
discutere del lodo Maccanico ad una condizione precisa: non può valere
per i processi in corso” la proposta Meccanico, continua "fu fatta
ai tempi della legge Cirami. Allora il centrodestra non la voleva perché
pensava di fermare i processi con quella legge. Visto che non ci sono
riusciti, ora sono favorevoli al lodo Maccanico, ma non si può introdurre in processi
già avviati. Si può discutere ma non può essere approvata una legge che
riguarda il processo Sme che è alla vigilia della sentenza".
Dio
ci salvi …
Igor
Marini, promotore finanziario, già indagato per riciclaggio, ha accusato
davanti alla Commissione parlamentare su Telekom Serbia, Piero Fassino, Lamberto Dini e
Romano Prodi per aver incassato tangenti.
Marini racconta che l’avvocato
Paoletti gli avrebbe parlato
di tre politici coinvolti chiamandoli con i soprannomi di
"Ranocchio", "Cicogna" e "Mortadella", con
il classico sense of humor del faccendiere nostrano.
Anche
la signora Donatella Dini, moglie di ranocchio, avrebbe partecipato
alla spartizione della tangente da 55 milioni di dollari relativa
all’affare Telekom Serbia. Le prove di questo giro –sempre secondo
Marini- sarebbero depositate
negli archivi della corte dei notai a Lugano, ove si trovano “copie di
passaporti e di conti correnti bancari".
Dopo queste ‘rivelazioni’ la
seduta della commissione è stata sospesa, il Marini ha chiesto una scorta
raccontando di aver subito minacce; Prodi, Dini e Fassino hanno
annunciato querele.
Mentre
i membri illustri della Casa delle libertà, garantisti ma determinati,
promettono: "Occorre verificare se ha detto cose vere o false anche
a garanzia dei nomi che ha chiamato in causa"(Carlo
Taormina),"Comunque abbiamo il dovere morale e giuridico di indagare
senza sconti a nessuno" (Giuseppe Consolo di An), l’opposizione
con Violante e Angius
riferendosi a Berlusconi stigmatizza: "E' un frutto avvelenato del
clima di scontro civile creato per coprire la crisi della sua
politica".
Sono
giornate intense…
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7 Maggio
Silvio
Berlusconi stamattina nel corso della
trasmissione Radio Anch'io (Rai) ci ha riproposto tutto l’armamentario
classico, eppure ha trovato anche il modo di “condividere le
preoccupazioni di Ciampi”,
pur ribadendo di non
poter rinunciare alla sua ‘autodifesa’ poiché “Chi è stato scelto dai
cittadini per governare deve poterlo fare senza che ci siano interventi
esterni, come ad esempio quelli dell'ordine giudiziario” visto che "persecuzione
giudiziaria" che “si è accanita contro la sua persona e il gruppo Fininvest"
da parte di “una certa parte della magistratura” che “usa i poteri
conferiti dalla legge non per fare giustizia ma per attaccare ed
eliminare quelli che considerano avversari politici"e questo sarebbe
avvallato da "alcune dichiarazioni di esponenti di Magistratura
Democratica".
L’imputato Berlusconi
agisce dunque a nome e per conto della “stragrande maggioranza degli italiani” che secondo un
sondaggio di cui non si conoscono le fonti e le modalità “non ha fiducia
nella magistratura” in barba di quei legalisti giacobini che sono “solo
l'8%” e si ostinano a professare “fiducia nei magistrati".
Essendo
lui uomo di “media” e non ha potuto rinunciare al momento comico
asserendo, serio come tutti i bravi battutisti, che "non c'è nessun
conflitto ( di interessi)”, anzi, da quando "è sceso in campo"
il suo gruppo ha subito "solo danni enormi" anche e soprattutto
perché il governo non ha
"mai assunto nessuna decisione a favore" del suo gruppo.
Niente
di nuovo, un Rio Bo dei giorni nostri, una noia insomma, un discorsetto
anche prevedibile e ormai logoro, se si esclude la notizia del sondaggio
fatto in casa, stanotte probabilmente, telefonando a 92 amici e fidi
vassalli , al contestatore di Milano (quello identificato dai carabinieri
su ordine diretto) e a 7 esagitati pescati sull’Unità. (R.A.red.)
La
commissione Giustizia della Camera ha detto sì al carcere fino a tre anni
per i giornalisti condannati per diffamazione votando un emendamento di
Forza Italia.
Gianfranco Anedda (An), relatore del provvedimento si è dimesso: "Poiché
gli emendamenti accolti hanno letteralmente stravolto il testo presentato
dalla maggioranza aumentando notevolmente le pene a carico dei
giornalisti, ho ritenuto di non poter più essere relatore di un testo del
genere".
Le reazioni:
Nota
firmata da: Enzo Carra, Anna Finocchiaro, Giuseppe Fanfani, Francesco
Bonito e Giuseppe Giulietti :“Siamo
entrati in commissione per riformare la diffamazione a mezzo stampa
prevedendo un istituto di garanzia per i diffamati e considerando antiquati
e inutili gli strumenti giuridici fin qui adottati, dal carcere
all'obbligo di rettifica minimale. Siamo invece tornati indietro con
previsioni di condanna penale e carcere fino a tre anni per i diffamatori
e scarsa o nulla soddisfazione per i diffamati. Dare al giudice ogni
potere rende poi del tutto inutile l'Ordine dei giornalisti di cui
andranno poi rivisti funzione e motivi".
l'Ordine
dei giornalisti : "situazione
gravissima, che mostra la volontà di una parte della maggioranza che
governa il paese di colpire duramente i giornalisti, il dovere di cronaca
e il diritto dei cittadini di essere informati".
Paolo
Serventi Longhi, sindacato dei giornalisti: "Un episodio di gravità inaudita così giudico
l'approvazione dell'emendamento di Forza Italia alla Camera. Proprio
stamane il presidente del Consiglio aveva pronunciato frasi intimidatorie
nei confronti di giornali e televisioni. Non vorrei che il colpo di mano
in commissione Giustizia sia stato determinato dalla volontà di impartire
una immediata e sonora lezione alla libera informazione. Se non sarà
ritirato immediatamente l'emendamento si aprirà uno scontro senza
precedenti tra la maggioranza e, mi auguro, tutto il giornalismo
italiano".
I cortigiani hanno esagerato?:
ore
19.30 Silvio Berlusconi si
dice in totale disaccordo con l’emendamento approvato:
“dare
tre anni a un giornalista è del tutto impensabile, questo non rientra
nelle politiche della Casa delle Libertà.”
Chiedere
miliardi di risarcimento invece va benissimo…ne sanno qualcosa Veltri
e Travaglio…
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6 Maggio
Pecorella
Gaetano, presidente della commissione
giustizia oggi difensore di Silvio Berlusconi, è stato avvocato di Delfo Zorzi
(neofascista scappato o, come forse preferirebbe dire Pecorella, esiliato
in Giappone ) in questa veste ha partecipato al processo per Piazza
Fontana.
A
Ballarò ( rai tre ) per dimostrare la
politicizzazione dei magistrati argomenta:
“Sappiamo
bene tutti che a Milano c’era un gruppo di magistrati che era guidato da
una persona come D’ambrosio , perché c’è negli atti del sisd di Catanzaro, che D’ambrosio era uomo del partito
comunista”
Da
questi atti del sid , continua pecorella, si viene a conoscenza di “un
colloquio tra d’Ambrosio e un giornalista dell’Unità che per altro era
più che un giornalista era il segretario cittadino dove – questo - diceva a D’Ambrosio come
regolarsi in relazione al processo che stava istruendo in quel momento”
D’ambrosio,
al telefono nella stessa trasmissione, precisa: “ho sentito le gravissime affermazioni di Pecorella ,
il quale, dovrebbe sapere che quelle veline dei servizi erano fatte
apposta per delegittimare i magistrati che si occupavano di
quell’inchiesta che riguardava anche i servizi stessi.”
Berlusconi
e i suoi non sono spuntati dal niente, loro lo sanno talamente bene che
aprono gli armadi e sventolano scheletri come se fossero mazzi di rose,
alla faccia di chi continua a sostenere che esorcizzato Berlusconi si torna a essere
liberi e belli, perché in fondo in fondo prima di lui non era poi
malaccio. (R.A.red.)
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5 Maggio
Dichiarazione
spontanea di Berlusconi al processo Sme di Milano:
(vicenda Sme,
leggi la scheda)
Esordisce
il Premier: "Dimostrerò la
paradossalità delle accuse..." segue dichiarazione..
Nel
frattempo giunge notizia che, a Palermo, Paolo Berlusconi (
fratello) non si è
presentato al processo per concorso esterno in associazione mafiosa per
il senatore di Forza Italia Marcello Dell'Utri.
Dichiarazione
:
Berlusconi
Inizia sostenendo che lui impedì un evento
contrario allo stato in quanto evitò la vendita dello Sme secondo il
progetto originale.
Fu Craxi, allora presidente del
consiglio a dirgli: "Mai si era visto un'operazione di questo genere
cresciuta nel segreto, e inaccettabile" pregandolo dunque di
intervenire nella vendita dello Sme.
Quindi "Non c'era nessun mio
interesse diretto, Craxi mi pregò di intervenire perché considerava
quell'operazione un danno per lo Stato, un'operazione
inaccettabile".
Però,
precisa Berlusconi di aver accettato la sollecitazione di Craxi
perché:"Con De Benedetti avevo un conto aperto" e che per
questo " continuavo a ricevere accuse".
Circa
la vendita dello Sme "Giuliano Amato parlò di tangenti a una
corrente del partito di maggioranza"… "Amato disse che aveva
non indizi ma prove" la corruzione "era l'unica spiegazione per
un'operazione che comportò un danno così rilevante"…
"Credo che il Tribunale debba
sentire alcune persone come ad esempio Cirino Pomicino, Altissimo, Darida
e il Cda dell'Iri ( ovvero Prodi) che dovranno confermare i fatti, vale a
dire che l'intervento organizzato da me non portò a me vantaggio alcuno
anzi costi da parte dello Iar per le parcelle degli avvocati".
"In
un incontro Craxi mi disse che c'erano voci di tangenti al partito di
maggioranza ( democrazia cristiana). Il sottosegretario Amato ebbe poi
una telefonata molto dura con l'allora presidente della commissione
Bilancio dicendo che c'erano le prove di tangenti e che questa era
l'unica spiegazione del regalo che veniva fatto alla Cir di De
Benedetti". Giuliano Amato "è stato più importante di quanto si
è detto finora".
Belrusconi,
per questo, sollecita la corte a risentire Amato ( oggi vicepresidente
della Convenzione europea.
"Craxi
mi disse che un affare di questo genere non poteva essere stato concluso
in sole due sedute"…. "Venni a sapere che due dirigenti
dell'Iri si indignarono quando seppero dell'offerta di De Benedetti
all'atto della firma".
"Seppi che De Benedetti
disse: non sono qui per fare offerte ma per firmare. I due dirigenti
abbandonarono la seduta e rimasero soli De Benedetti e il presidente
dell'Iri ( Prodi non è mai
stato nominato , solo evocato…n.d.r) a concludere l'affare".
Si conclude la dichiarazione, il pubblico ( numeroso) applaude, un
uomo invece affronta Berlusconi gridando: "Fatti giudicare come un
cittadino normale, rispetta la costituzione, farai la fine di
Ceausescu".
Su
ordine di Presidente un po’ isterico a dire il vero, viene identificato
dai carabinieri.
Le
prime reazioni: La Russa, a.n. “ Ha
fatto bene Berlusconi a presentarsi , questo conferma il grande rispetto
che ha per la magistratura”
digiamo…e giù risate…
Le accuse mirate del premier
di Elio Veltri
La
dichiarazione spontanea di Berlusconi di fronte al tribunale di Milano
può essere divisa in due parti che sembrano in contrasto tra loro, ma in
realtà rispondono a una unica strategia…
Nel
pomeriggio:
Bobo
Craxi ricorda: “Così ne ho sempre sentito
parlare da mio padre, Bettino Craxi” dunque “Silvio Berlusconi ha
riferito del suo impegno nella vicenda Sme, nel quale venne coinvolto in
qualità di imprenditore, raccontando esattamente le cose come stavano”
Giravano
tangenti e si favorivano cordate su mandato politico, parola di Craxi.
Dichiarazioni
di Castelli (ministro della Giustizia) :”
Credo che sul Lodo Maccanico ci possa essere un'unanimità nella Casa
della libertà e una non opposizione in alcuni strati della sinistra.”
Si
attendono smentite da alcuni ‘strati’ della sinistra.
Non
ancora pago il presidente
del Consiglio ri-parla, stavolta della necessità di tornare alla
Costituzione per ripristinare "le barriere di garanzia capaci di
affermare una vera divisione dei poteri" per avere il
"ristabilimento della pienezza costituzionale non abbiamo e non
avremo incertezze".
Si
dice poi d’accordo con Casini quando dice che “la costituzione non è un
campo di battaglia” che però lo diventò - precisa, a scanso di equivoci -
a causa della "primavera demagogica e giustizialista del
'93".
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4 Maggio
Marcello
Pera, Presidente del Senato : “ il
procedimento contro il presidente del consiglio discredita la sua
immagine internazionale: va rinviato a quando sarà cessata la sua
funzione istituzionale”, questo per il “bene dello stato”, non quello di
diritto ovviamente…
Il
Lodo Maccanico (Margherita) è considerato dal centro-destra una “proposta
irrinunciabile” e si caldeggia l’idea di un decreto legge.
Il
centrosinistra si dice “ pronto alla battaglia” perché , dice fassino
“l’immunità si trasformerebbe in impunità”.
Fa
molto caldo, su tutta la penisola. E si aspettano le bollenti
dichiarazioni spontanee dell’imputato Berlusconi domani al processo Sme.
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3 maggio 2003
Giulio
Andreotti commenta con l’ironia che lo
accompagna da più di mezzo secolo in questo paese da “Bagaglino”:
N“Più che
dalla mafia mi sono dovuto difendere dall'antimafia, cosa abbastanza
preoccupante"
N "Io
ho rinunciato all'immunità e devo confessarle che sono felice di non aver
avuto tappeti rossi al mio passaggio”.
N “Mi
dispiace che Caselli abbia scritto un libro mentre la Corte d'Appello
stava decidendo e sia anche andato a presentarlo a Palermo. Io invece non
ho fatto polemiche".
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Vecchia democrazia cristiana che non finirà mai di
sorprenderci per l’arguzia ma
soprattutto per la capacità invidiabile di negare asserendo, alludendo per evocare senza mai
dichiarare.
In
un momento che la corte dello stesso processo Andreotti ha definito “doloroso e sanguinoso” per il “contrasto tra potere politico e giudiziario”,
quando il parvenue Previti digrigna dichiarazioni da lanciafiamme e il
bourgeois in capo tira strali quasi spropositati, la vecchia d.c.
insegna come si possa, con una allusione en passant, delegittimare e
distruggere, calpestare cortesemente persone
e il loro lavoro, denigrare inviando un soave messaggio che sfiora la
gigioneria per affondare nel cuore delle istituzioni e annientarle per
sempre.
L’antimafia
dell’innocente gioco di parole del senatore a vita, è l’Antimafia del
Pool quello voluto da Caponnetto, Caselli, Falcone Borsellino,
è la procura di Caltanissetta , è una parte dello stato, delle
istituzioni, della nostra storia, della storia di quelle primavere in
cui, secondo Berlusconi, iniziò l’attacco dei teoremi giustizialisti “per condizionare e deformare il volto della nostra
democrazia", attacco
sferrato tra le bombe di Firenze, Roma e Milano, giusto nella primavera
del 1993.
Eppoi
la orgogliosa rinuncia all’immunità, un colpo da maestro della
realpolitik ( ricordiamoci gli anni in cui questo avvenne, anni in cui
i giovani di alleanza nazionale tiravano le monetine a Craxi e per
conservare il potere era necessario aspettare che passasse la nottata )
oggi spacciato per umile gesto di chi non vuol sottrarsi alle forche
caudine…
E
in fine Caselli, credo che Taormina dovrebbe andare al doposcuola da
Andreotti e cercare di imparare come si possa , senza gridare tanto,
delegittimare e anche irridere una persona lasciando credere, a chi lo
desideri, di esserne dispiaciuti.
La
democrazia cristiana non ha mai avuto bisogno di leggi a personam. Meriterebbe
chiedersi perché. (R.A.red.)
Giancarlo Caselli,
sobriamente, è costretto a ripetere: “Non
c'è mai stato nessun disegno, nessun teorema, nessun complotto contro
Giulio Andreotti. C'erano dei fatti, dei fatti da accertare e la
magistratura di Palermo ha fatto il suo dovere fino in fondo".
Ore 17 circa: si ripete, a Napoli, il miracolo di san Gennaro , sotto gli occhi regalmente bovini di Emanuele
Filiberto erede maschio Savoia e
principe dei sottaceti, da poco rientrato in Italia.
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Che abbia ragione Giuffrè?: ''I cugini Salvo erano persone
molto influenti e importanti in 'cosa nostra' per le conoscenze
altolocate che avevano a Roma, tra cui Andreotti. Io l'ho saputo da
Michele Greco, da Intile e anche da Provenzano'' ''I cugini Salvo e il
loro rapporto con Lima sono rimasti il principale anello di congiunzione
di Cosa Nostra con la politica, anche dopo la guerra di mafia che ha
cambiato gli assetti di potere all' interno di Cosa Nostra all' inizio
degli anni '80. Ma Provenzano aveva un' altra strada privilegiata per
arrivare ad Andreotti, ed era Ciancimino''. Per buona parte degli anni
'80, comunque, Lima e i cugini Salvo sono stati i ''referenti della mafia
per arrivare a Giulio Andreotti''.
(Testimonianza di Antonino Giuffrè al processo di appello
Andreotti, 16 gennaio 2003)
FLa prescrizione dei reati commessi
(quindi accertati!) fino al 1980 dal Presidente del Consiglio Plurimo e
Senatore a Vita scritta e documentata nella sentenza del tribunale di
Palermo è qualcosa di inaudita gravità. Pur non potendolo sanzionare, i
giudici sanno, constatano, affermano come verità e ci consegnano il fatto
che Andreotti ebbe rapporti con la mafia ed i suoi capi almeno fino
agli anni ’80, anni duranti i quali egli esercitava le più alte funzioni
di governo alle massime responsabilità.
F ricordiamo che la prescrizione per quei reati
è scattata solo 4 mesi fa. Quattro mesi di differenza che,
stravolti dalla tempesta mediatica, cambieranno la politica di questo
Paese, ma non riusciranno a cancellare la sua accertata Storia.
F Giuffrè, di questa Storia, dette
una sua ulteriore versione: la mafia, egli
raccontò, ha compattamente votato DC fino al 1987. Cosa Nostra
avrebbe deciso di lanciare un messaggio ad Andreotti e al suo braccio
destro in Sicilia, Salvo Lima, accusati di avere tradito gli impegni. Il
messaggio fu il
trasferimento del voto mafioso al Psi. aggiunse Giuffrè: Tre anni
dopo, , nel 1990, attraverso alcuni intermediari la mafia e Bernardo
Provenzano in particolare avrebbero tentato di ripristinare i rapporti
con Andreotti, per abbandonare infine i vecchi referenti politici nel
1993/94, e rivolgersi a “nuove formazioni”, in particolare a Forza
Italia.
F la seconda parte della sentenza
del 2 maggio 2003 riprende e conferma l’assoluzione di primo grado del 23
ottobre 1999; essa fu, come già ricordato, decretata per mancanza di
prove. Provato venne, invece, nella motivazione di tale sentenza, che
Andreotti durante il dibattimento, aveva mentito almeno 32 volte.
Leggiamo questa lapidaria frase dalla motivazione: “L’asserzione dell’imputato di non avere intrattenuto alcun
rapporto con i cugini Salvo è risultata inequivocabilmente
contraddetta dalle risultanze probatorie” E questo ci riporta a Giuffrè. (M.O. red.)
Ore
17.15, Il consigliere di amministrazione della Rai Marcello Veneziani
scrive una lettera al
direttore generale Rai Flavio Cattaneo , al presidente Lucia Annunziata e agli altri consiglieri,
in cui a proposito della diretta di ieri su Raitre del Concertone di piazza
San Giovanni, stigmatizza col piglio che lo contraddistingue:
"Mi
sembra doveroso deplorare, da qualunque parte provenga, l'uso
ideologico e fazioso del servizio pubblico nella totale noncuranza
delle raccomandazioni della commissione parlamentare di vigilanza, ed
aggravato in questa circostanza dalla subdola utilizzazione di una
manifestazione musicale".
Quel
che è fatto è reso!
Palermo
ore 18.00: Assolto (e prescritto) Andreotti in
appello. Il collegio giudicante, presieduto da Salvatore Scaduti, ha
emesso una sentenza di conferma di quella di primo grado, che,
ricordiamolo, aveva assolto Andreotti con la formula "perché il
fatto non sussiste" sotto però il comma 2 del nuovo (per allora)
art. 530. In definitiva,
era la vecchia “insufficienza di prove”.Oggi I giudici hanno
diviso il capo d' imputazione in due parti: una prima per i fatti
precedenti al 1982, per il quale il senatore a vita era accusato di
associazione per delinquere, i reati sono caduti in prescrizione;
una seconda per la quale è stato accusato di associazione mafiosa. È
quindi per l'accusa di associazione mafiosa che Andreotti ha vista
confermata l'assoluzione, grazie,
stavolta, agli articoli 416 e 416 bis modificati nel ‘99
Ore
18.30. Reazioni della politica: questa volta
gli è piaciuto tutto.
- Berlusconi
afferma serafico che l'assoluzione in appello di Giulio Andreotti,
"liquida il secondo dei grandi teoremi giustizialisti che nella
primavera del '93 furono imbastiti per condizionare e deformare il volto
della nostra democrazia"
- Enzo Fragala' (An) sintetizza: “Giulio Andreotti e' stato assolto,
Giancarlo Caselli e' stato condannato''.
- il
deputato di Forza Italia Carlo
Taormina
suggerisce che con un decreto
legge, si provveda allo
scioglimento delle componenti dell'Anm, “a cominciare da Magistratura
Democratica”.
2 maggio 2003
Oggi
un'altra Camera di Consiglio, un'altra sentenza, quella del Processo
Andreotti a Palermo.
Il
presidente della Corte d'appello, Salvatore Scaduti prima di entrare in
camera di consiglio ha voluto, cosa inedita, rivolgersi ai collegi di
difesa e accusa leggendo un a dichiarazione della Corte : "In questo
doloroso e sanguinoso momento del contrasto tra potere politico e
giudiziario voi avete dato al Paese, durante lo svolgimento di questo
processo, un esempio di serena e auspicabile dialettica processuale” in
un processo contraddistinto per "un alto e dotto profilo del
comportamento di accusa e difesa". Secondo Scaduti anche i
giornalisti "non si sono mai abbandonati a cadute di stile".leggi la
scheda
Tempi
duri …
Intanto continua il processo Sme:
Berlusconi non si presenta perché impegnato in Consiglio dei ministri, ma promette per voce del suo
avvocato Gaetano Pecorella (deputato di Forza Italia nonché presidente
della Commissione Giustizia) di
essere in aula lunedì 5 maggio, dalle 10 alle 12, per rendere
dichiarazioni spontanee che conterranno “elementi nuovi”.
Uscendo
dal Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi, rispondendo ai
giornalisti che chiedevano se si fosse parlato di giustizia, ha sorriso:
"Abbiamo parlato di criminalità, non di criminalità
giudiziaria".
Boselli (sdi)
approva le opinioni di Maccanico ed il suo progetto blocca-processi
Quanto a Previti:
è
stato condannato, oggi, dalla prima sezione del tribunale civile a pagare
10.000 euro a Stefania Ariosto per diffamazione, relativamente ad un
articolo apparso sul “Giorno” nel marzo 1996 e intitolato:
"Ineffabile Dotti ora si tira indietro".
Nell'articolo erano contenute dichiarazioni di Previti ritenute
lesive dell'onore dell’Ariosto che aveva intentato causa richiedendo un
risarcimento di oltre un miliardo di vecchie lire.
1° maggio 2003
il mattino dopo:
Maccanico
(Margherita) rilascia una intervista a
Repubblica in cui si dice disponibile a rilanciare il suo Lodo solo se
Berlusconi e la casa delle
libertà cambiano toni verso i magistrati:
“ io
non mi tiro indietro, ma se la c.d.l. vuole il consenso delle opposizioni
non basta discutere della non procedibilità per i vertici. Sul piatto
bisogna mettere la riforma della giustizia” ed aggiunge riguardo alla sua
proposta “non può essere una misura a se, ma va vista nella prospettiva
di cambiare i rapporti tra giustizia e politica”…” per bilanciare il
rapporto tra poteri avrebbe senso oggi , stabilire il principio
dell’improcedibilità per i soli vertici, …con l’automatico blocco dei
termini di prescrizione”.
Ma
la cosa più interessante è che Maccanico ci informa che la sua proposta
di non procedibilità processuale per i presidenti della repubblica, di
senato e di camera, del consiglio e della consulta doveva essere, e per
questo l’aveva presentata, una valida alternativa alla legge Cirami la
quale era “una legge destinata ad aggravare un processo penale già troppo
lungo e farraginoso”.
Dovrebbe
Maccanico spiegarci cosa c’entra la Cirami con l’improcedibilità per chicchessia, dal momento che tratta di legittimo
sospetto…a meno che non si legiferi e si controlegiferi comunque ad
personam, e se così è permetteteci di aver dei sospetti se non di
collusione comunque di bonaria tolleranza per certi abusi istituzionali…
Nota:
Pierluigi Mantini (Margherita) ha depositato una proposta alternativa a
quella Maccanico (margherita) “per la sospensione dei procedimenti
giudiziari sfociati in un rinvio a giudizio e che riguardano
parlamentari.”
Fassino
ha una pagina intera sull’Unità “ in
nessun paese democratico un premier parla così”…”Berlusconi vuole
suscitare una colossale rissa politica per cercare di coprire le proprie
responsabilità giudiziare. Noi non ci faremo trascinare in questa rissa e
ci batteremo con intransigenza perché la magistratura di questo paese
continui ad essere libera e indipendente dal potere politico”.
Vogliamo
vederla come una promessa nonostante, guardando in dietro, ai tempi delle
bicamerali e delle grandi riforme dei riformisti, temiamo possa essere
una terribile minaccia….
….Nel
pomeriggio febbrile:
Il
presidente Ciampi : "Quello che ritengo mio
dovere ricordare è che dobbiamo tutti portare rispetto alle sentenze che
i giudici emettono, come è detto all'articolo
101 della Costituzione, in nome del popolo italiano" ove è
scritto anche “che i giudici sono soggetti soltanto alla legge".
A
tambur battente il “premier” incalza:
Dichiarazione
di S.Berlusconi (ansa) “Ieri, nel decimo
anniversario di una selvaggia aggressione alle regole costituzionali
della nostra democrazia, non ho commentato una sentenza, ho inteso dare
un giudizio storico e politico su dieci anni di storia italiana […]
Questo giudizio è suffragato dai fatti e dalla mia coscienza di
cittadino, di leader politico e di presidente del Consiglio".
(l’obiettivo
del governo n.d.r) è di realizzare quel sistema
dell'alternanza democratica in cui a decidere chi governa sono gli
elettori e non settori politicizzati della magistratura […] Il governo e
la maggioranza procederanno sulla linea di una piena restaurazione dello
stato di diritto e della divisione dei poteri”.
ovvero: “Tornare alla Costituzione varata dai padri della
Repubblica in materia di immunità è un dovere verso gli italiani che ci
hanno dato il mandato di governare per cambiare l'Italia. E renderla migliore,
cioè più libera".
cioè
: vai con la controriforma, con i revisionismi e con la negazione di una
bella fetta della nostra storia recente…con noi o contro di noi, altro
che ! (aspettiamo ulteriori vaticini dalla redazione del Riformista…)

Bossi
, per non lasciare il nord orfano di un suo, irrinunciabile, pensiero
sente il bisogno di stigmatizzare che:
“per
i giudici ci vuole un bel bagno di sovranità popolare”
30 aprile 2003
Nel
pomeriggio di oggi 30 aprile 2003 l’Associazione Nazionale Magistrati
dirama il seguente comunicato:
Seguito da un comunicato del
Consiglio superiore della Magistratura:
"Tutti i componenti togati del Csm hanno chiesto in data odierna al
Comitato di presidenza l'apertura di una pratica presso la competente
commissione a tutela del collegio giudicante del processo Imi-Sir/Lodo
Mondadori, in relazione alle dichiarazioni rese sulla sentenza dal
presidente del Consiglio dei ministri […] gli imputati hanno il diritto
di difendersi, ma neppure a loro e consentito insultare i magistrati” si
esprime "solidarietà ai magistrati milanesi, che si sono confrontati
con un lunghissimo e delicato processo con professionalità, equilibrio e
riservatezza, senza mai reagire agli attacchi scomposti di cui sono stati
oggetto"."Tutti
hanno il diritto di discutere e criticare la sentenza del
Tribunale di Milano, come ogni decisione giudiziaria. Tutti hanno il
dovere di rispettare una sentenza emessa secondo le regole del
diritto".
In serata giunge la notizia
che Silvio Berlsconi ha scritto una lettera al Foglio di Giuliano Ferrara
in cui, tra l’altro, si legge:
“..bisogna alzare il tono della nostra democrazia e impedire un nuovo
furto di sovranità…il nostro dovere è quello di reagire e reagire per
tempo!…”
leggi il
testo integrale della lettera
Si annuncia la partecipazione
di Cesare Previti a “Porta a Porta”, Lucia Annunziata si dice
contraria…ma alle 23 si va in onda…
Un
grande Bruno Vespa (di M.O.red.) ha diretto da
par suo il “processo al processo” (come, in perfetta sintonia ideale,
titola oggi “il Giornale”) della formativa trasmissione Porta a Porta del
30 aprile sera. Sul banco degli imputati, stavolta, non la solita
semplice magistratura milanese, ma l’idea stessa che Previti, Berlusconi,
un qualunque deputato possa essere sottoposto a giudizio. L’eventuale
reato? Inesistente concetto, per tutta la lunga serata. Sebastiano
Messina ha colto, in un suo articolo odierno su “repubblica”, molto fair
play ed eleganza sia nel programma che nel conduttore; noi, che forse
siamo più cinici, abbiamo colto sfrontatezza, esibizione muscolare,
precisa volontà di servire ad una causa. Ma senza il servilismo
corollare. Perché ieri sera Bruno Vespa non era servile, non era il bravo
maggiordomo che siamo abituati a vedere; egli era protagonista tra i
protagonisti, era un pari tra i pari, ha dimostrato, senza remore, di
essere non il presentatore, ma l’attore.
Se
alla mensa di Andreotti Vespa parve leccare le briciole cadute, con Previti
ha dimostrato di sedere allo stesso tavolo. Se nei confronti di
Berlusconi Vespa parve essere un timoroso soldatino, con Previti e Nitto
Palma ha dato l’impressione di essere un Colonnello, pari grado. Il
bastone del comando appartiene anche a lui, e si ha come l’impressione
che, tra i convenuti, vi fosse una sorta di cameratismo forte, solido,
efficace. Possibile?
21
gennaio 1996: al Bar Tombini siedono il presidente dei gip Renato
Squillante (amico intimo di Previti), il gip Augusta Iannini (amica di
famiglia di Gianni Letta e di Galliani), l’avv. Virga (difensore di Paolo
Berlusconi) il pm Napolitano. Discutendo di “fondi neri” “operazioni
da 400 milioni” “riciclaggio di 100 miliardi”, scoprono la
microspia della polizia che stava registrando le loro parole. Mentre,
sconvolti e turbati, i quattro si chiedono chi li stia intercettando,
giungono al bar altri due amici: il giudice Savia e l’avvocato Attilio
Pacifico.
Chi
aveva ordinato la posa della “cimice”? risposta: Ilda Bocassini, che
stava indagando su un caso di corruzione di giudici dopo aver ascoltato
la testimonianza di Stefania Ariosto. Nasce il caso IMI-SIR.
Chi
è, e cosa c’entra l’allora gip e odierno direttore generale della
giustizia penale presso il dipartimento per gli affari di giustizia del
ministero della giustizia, Augusta Iannini? Risposta: è la moglie di
Bruno Vespa.
M.O.
29 Aprile 2003
il tribunale di Milano condanna Cesare Previti
L’inizio della grande offensiva…
(Leggi la
sentenza imi-sir)
Previti subito dopo la sentenza rilascia una intervista al
Corriere della Sera in cui definendosi “un condannato perché il fatto non
sussiste”
. spiega come “per giungere a questa condanna
hanno commesso abusi e omissioni , hanno costruito in laboratorio un
teste falso, che è stato smentito in ogni sua delirante delirante
affermazione, hanno occultato prove a mio favore , nascosto verbali a
discarico , distrutto le prove delle loro manipolazioni….questo è un
verdetto pronunciato da giudici che hanno usurpato una competenza che, in
modo chiaro e inequivocabile, non appartiene a loro […] Qui l’unica cosa
che sussiste è la persecuzione giudiziaria che oggi ha raggiunto il suo
culmine.”
Nel frattempo Presidente del Consiglio
Silvio Berlusconi emette la seguente Nota Ufficiale di Palazzo
Chigi :
“Già
prima di questa sentenza la persecuzione politico-giudiziaria nei
confronti dell’onorevole Previti era stata certificata da un voto del precedente
parlamento, a maggioranza di sinistra. La condanna odierna non fa che
confermare questa persecuzione, già resa evidente dalle vicende
dell’inchiesta, delle indagini preliminari e dell’intero processo.
La
politicizzazione di certa magistratura , volta a condizionare la nostra
vita politica , è un problema che dovrà essere risolto , per il bene del
paese, delle sue istituzioni, dei cittadini. All’onorevole Previti va la
solidarietà mia personale e di Forza italia”
Il
centro-sinistra è cauto e in certi casi sorprendente:
Dario
Franceschini della margherita commenta soave: come qualsiasi a altro
provvedimento giudiziario (questo) non può essere oggetto di scontro. Una
sentenza si prende per quella che è , per giunta su fatti lontanissimo
nel tempo….non si possono accusare gli altri di politicizzare la
giustizia , e poi fare il contrario ..anche quando si leggerà il
dispositivo non sarà corretto farne un oggetto del confronto politico.
Pecorario
Scanio invita a evitare ora una rissa “spero – incalza- che Previti
prenda esempio da Andreotti e da altri uomini politici che hanno cercato
nelle sedi giudiziarie di far valere le proprie ragioni.
Ma la
vera chicca esce sul Riformista a firma del direttore Polito, il quale
vaticina “Silvio divorzia da Cesare e vara il doppio binario”… “è
evidente che il lungo addio del Cavaliere a Previti è cominciato già
prima della sentenza su Imi-Sir/Lodo Mondari: al di là delle ufficiali (e
obbligatorie) difese d'ufficio” “Berlusconi ha capito che difendere
troppo l'indifendibile lo condurrebbe a perdere consenso”
Una
lettura interessante…
anticipa le scelte di Berlusconi e soprattutto riesce ad assolverlo da se
stesso…
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Cosa è “IMI-SIR”?
La
ricostruzione dei fatti in un articolo di Travaglio sull’Unità
A cura
di R.Anguillesi e M.Ottanelli
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