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Lunedì
19 giugno 2006 |
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Morale cattolica. Dal mare delle indecenti parole catturate dalle intercettazioni della
procura di Potenza, fra malaffare a Campione d'Italia (ricordiamo una splendida
inchiesta - inascoltata- di Report sulla piccola enclave), intrallazzi finanziari, commercio di medicinali
scadenti e similaria, abbiamo deciso di estrapolare le meno criminali, le
meno disgustoste, le meno fasciste (..si parla anche di camerati di
sicura fede dei tempi che furono...), le meno interessanti dal punto di
vista processuale. Corriere e Repubblica stanno già coprendo con dovizia di
particolari tutto quanto. Noi abbiamo scelto, invece, un fiore tra i cento
fiori. Una "innocua" telefonatina tra la cattolicissima Paola
Saluzzi, conduttrice carina, e il trafficone finiano Salvatore Sottile. Della
Saluzzi ricordiamo l'impegno nella fede, l'espressione contrita e la
professione di cattolicesimo orgogliosa e sincera. Ricordiamo le foto con il
Papa, con i Papi, e le tante trasmissioni buoniste, buone, buonissime, da lei
deliziosamente condotte. Ed è per questo che, cercando di sorridere laddove
dovremmo e vorremo piangere amaramente per la decandenza di questo paese, le
dedichiamo, con comprensione, uno Special Ipsex Dixit. Dal cuore. La redazione. 21 aprile del 2005 Paola Saluzzi,
conduttrice televisiva, telefona a Salvatore Sottile. Saluzzi è
"P", Sottile è "S". "Bisogna combattere per eliminare i valori
sbagliati che la televisione sta proponendo e riportare i valori giusti. Non
si spiega perché due milioni di ragazzi, per dire una cifra, abbiano potuto
riempire la spianata di Tor Vergata nella notte di agosto nel 2000 per la
Giornata Mondiale della Gioventù; non si spiega perché tanta gente sia pronta
nel momento in cui Roberto Benigni legge un Canto del Paradiso a mettersi
davanti la televisione e seguire. La televisione può e deve essere portatrice
di valori. La televisione deve essere televisione che denuncia lassenza di
valori, che denuncia la fame nel mondo, la schiavitù, i problemi. Non deve
essere un mondo che assomiglia sempre più al mondo dei balocchi di Pinocchio.
Il problema è che la mattina dopo ci svegliamo tutti somari! Tutti! E non cè
più la possibilità di tornare indietro". Paola Saluzzi,
7/3/2006 "Fintanto che la televisione parla e
racconta la guerra, gli orrori del mondo, può non essere facilmente
digeribile eppure ha una sua virtù, un suo punto di giustizia quel tipo di
informazione. Il problema è quando la televisione commercializza e fa entrare
nelle case delle persone un finto mondo di benessere, un mondo dove esprimere
un desiderio e scrivere una letterina ad una redazione e vedere il desiderio
realizzato in prima serata al solo scopo di registrare il maggiore audience
in ragione di quante lacrime piangerà il protagonista che ha scritto la
lettera, questa è falsità! Questo è proporre un mondo fasullo!" Paola Saluzzi,
7/3/2006 "In televisione non cè più spazio per le
prediche perché cè spazio solo per la stupidità, per la leggerezza intesa
come assenza di qualcosa di pesante. Se si nominasse di più Gesù Cristo, se
si nominasse di più chi lavora per Gesù Cristo, io sono convinta che le cose
andrebbero meglio! Paola Saluzzi,
7/3/2006
(Adnkronos) - Si e' svolta oggi a Torino la
cerimonia di consegna del ''Premio Nazionale Giornalisti Uffici Stampa''
2006, conferito dal Gruppo Giornalisti Uffici Stampa della Fnsi. A far gli
onori di casa e' stata la giornalista televisiva Paola Saluzzi,
madrina della manifestazione. Nel corso della cerimonia, il premio e'
stato consegnato al Direttore della sala Stampa Vaticana, Joaquin Navarro
Valls, per l'importante carriera svolta nel giornalismo e nell'università.
''Vorrei sottolineare'' ha affermato il direttore della Sala Stampa Vaticana
,''l'importanza e la responsabilità della professione giornalistica, in
quanto portatrice di verità''. Roma, 4/2/2006 |
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Pubblicazione a cura di
democrazialegalita.it periodico on line |