Democrazia e Legalità

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Risoluzione del Consiglio d’Europa ): la legge italiana sul legittimo sospetto

(Traduzione di Marco Ottanelli)

1.         L'Assemblea parlamentare ricorda l'importanza della gestione adeguata della giustizia, in conformità con la legge quadro della corte europea dei diritti dell'uomo, in un tempo ragionevole e dai giudici indipendenti e imparziali. Attribuisce la stessa importanza alla separazione dei poteri, che è una garanzia della democrazia.

2.         È con attenzione particolare, quindi, che segue i cambiamenti fatti all'organizzazione dell'ordinamento giudiziario in uno stato membro del Consiglio d'Europa. Promulgazione nel mese di novembre del 2002 della legge italiana su sospetto legittimo, conosciuta come "la legge Cirami" dal relativo autore, è stata esaminata in questa prospettiva.

3.         La legge di Cirami ha introdotto nel codice di procedura penale la nozione di legittimo sospetto come terreno per la richiesta del trasferimento di un caso da una corte all’altra. Il legittimo sospetto è fondato "su serie circostanze locali atte a disturbare il corso del procedimento". Non c’ è limite al numero di richieste per il trasferimento per i motivi di sospetto legittimo. È sufficiente sollevare ulteriori motivi che possono riferirsi a fatti già conosciuti, e che ancora non sono stati esaminati.

4.         Semplicemente l’invocare il legittimo sospetto determina una sospensione degli atti, in attesa della decisione della corte della cassazione sul merito. Se la corte della cassazione trova che il sospetto legittimo è fondato, deve fare trasferire il caso ad un'altra corte, che deve riaprire ab initio di atti . Anche se la corte della cassazione trova che il sospetto legittimo è non fondato, se uno dei giudici è sostituito nel corso della processo, gli atti devono ripartire ab initio.

5.         Le conseguenze dell'applicazione di questa legge sono le seguenti:

i.          ritarda e rallenta il corso della giustizia, nonostante l'Italia sia stata condannata in parecchie occasioni dalla corte europea dei diritti dell'uomo a causa della lunghezza eccessiva dei processi;

II.          elimina il caso delle mani del giudice "naturale" e virtualmente affida la scelta del giudice al difensore dell’imputato;

III.         insidia la fiducia nei giudici come corpo, in quanto quando l'imparzialità di un giudice specifico è messa in dubbio, il legittimo sospetto appanna la buona reputazione della corte intera;

IV è ostile al principio di uguaglianza davanti alla legge, poichè soltanto quegli imputati in grado di permettersi il costo di azioni giudiziarie lunghe possono servirsi di essa.

6.         Di conseguenza, con l’obiettivo di  evitare le conseguenze della legge Cirami, l'Assemblea invita il governo italiano :

i.          a riportare, quanto prima possibile, la legge interna in questione in linea con tali raccomandazioni di riferimento ed i principii che assicurano la certezza del ruolo della Legge e l'indipendenza dell'ordinamento giudiziario così come sono stati elaborati ed approvati dalle istituzioni del Consiglio d'Europa, compreso le raccomandazioni del comitato dei Ministri, delle risoluzioni dell'Assemblea parlamentare e della legge quadro della corte europea dei diritti dell'uomo;

II.         ad abrogare la legge Cirami;

III.         a  rendere effettive le raccomandazioni del relatore speciale delle Nazioni Unite contenute nel documento E/CN.4/2003/65/Add.4, riguardo, inter alia, la riforma giudiziaria, i processi  che riguardano il Primo Ministro ed i suoi soci, i giudizi trasmessi dalle corti e le attività politiche dei giudici.

 

 

a cura dello staff tecnico democrazialegalita.it