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Esclusivo
per Democrazia e Legalità:
ecco chi c’è dietro la denuncia contro Ilda
Bocassini e Gherardo Colombo.
Un “ fantomatico gruppo di cittadini” o gli
amici intimi di Previti?
Di Marco Ottanelli
La notizia pubblicata su tutti i giornali è che la iscrizione nel
registro degli indagati scaturisce da un esposto presentato dal
“comitato nazionale per la giustizia”. Cesare Previti ha
dichiarato di non aver preso alcuna iniziativa che possa
determinato l' avvio dell'inchiesta della Procura di Brescia”. Ne
prendiamo atto, e, con curiosa volontà, andiamo a vedere CHI SONO I
CITTADINI del Comitato Nazionale per
la Giustizia: tutta gente importante.
Il
comitato nazionale per la giustizia è attivo almeno dal 2001. è presieduto
da Giacomo Borrione Il
vicepresidente è Giancarlo Lehenr,
il quale a sua volta è direttore della rivista “il giusto
processo”, il segretario è Gianfranco
Sassi ex procuratore della repubblica.
Cosa vuole il C.N.G.? il suo programma è il seguente,
diviso in 10 punti, che vi preghiamo di leggere con attenzione al seguente link;
anticipiamo solo alcune loro priorità:
“Il
comitato nazionale per la giustizia propone una legge costituzionale di
iniziativa popolare per il ripristino dell’immunità parlamentare, con
l’istituto dell’autorizzazione a procedere, allo scopo di
fermare le ingerenze persecutorie di una magistratura politicizzata.
La proposta
di legge è costituita da un articolo unico che preveda di sostituire
l’articolo 68 della Costituzione con il seguente testo: “I
membri del parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle
opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni.
Senza autorizzazione della Camera alla quale appartiene, nessun membro del
parlamento può essere sottoposto a procedimento penale; né può essere
arrestato, o altrimenti privato della libertà personale, o sottoposto a
perquisizione personale o domiciliare, salvo che sia colto nell’atto
di commettere un delitto per il quale è previsto l’arresto
obbligatorio in flagranza. Eguale autorizzazione è richiesta per sottoporre
i membri del parlamento ad intercettazioni, in qualsiasi forma, di
conversazioni o comunicazioni e a sequestro di corrispondenza e di
mantenere in detenzione un membro del parlamento in esecuzione di una
sentenza anche irrevocabile”. ( dal sito ius)
E inoltre, per ribadire:
separazione
delle carriere;
superamento
del concetto di autogoverno della magistratura, studio della mutazione
anticostituzionale del CSM in una sorta di vera e propria terza Camera;
abrogazione
del reato di concorso esterno in associazione mafiosa;
ripristino
della immunità parlamentare (in realtà, mai esistita in Italia, ndr);
istituzione
del reato di opinione;
affrontare
le esternazioni politicamente orientate ed eversive dei magistrati;
istituire
una Norimberga culturale nei confronti del comunismo italiano e di quanti,
specie nelle Istituzioni e all'interno della magistratura, si siano resi
complici, quand'anche nella sola forma del "concorso esterno”
(…).La Norimberga "rossa" servirà, fra l'altro, a porre la
questione della incompatibilità, presente, passata e futura, tra chi
ricopra il ruolo di magistrato e la professione di ideologie
nazionalsocialiste e comuniste.
Chi è Giacomo Borrione? Avvocato, di Perugia, dirigente regionale umbro di Forza Italia. Ha
partecipato, a Perugia, alla
inaugurazione della locale sezione dell’associazione “Il
Circolo” presentato all’Hotel Brufani nel novembre
del 2002 dal presidente nazionale, Marcello Dell’Utri. Molto attivo negli ultimi
mesi: in un convegno ad Assisi, presenti fra gli altri il ministro Castelli, l’ex presidente della
Consulta e della rai, Antonio
Baldassarre, e il deputato
forzista Carlo Taormina. Nel corso del convegno, dal titolo “CSM, chi controlla i
controllori?”, Borrione e Francesco Pintus (ex magistrato di Cagliari, amico di quel magistrato suicida,
Lombardi, perchè indagato da Caselli, ed acerrimo nemico dei magistrati di
sinistra) hanno presentato la proposta di legge di iniziativa popolare per
ripristinare l’immunità parlamentare (vedi sopra).
E
Gianfranco Sassi ? ,segretario della C.N.G ( firmatario con Borrione dell’esposto contro Boccassini e Colombo) ex
procuratore della Repubblica , uomo di cultura, amico di Marcello Dell’Utri del quale
è grande estimatore. Sassi non si è mai fatto mancare di presenziare ad
eventi “culturali” promossi dal Dell’Utri stesso e dal
suo entourage, come in quella mitica serata in cui venne fondato a Perugia
( 29 novembre 2002) "Il Circolo", associazione «per una nuova
cultura politica» e per
l’occasione “è stata organizzata una serata ricca di
appuntamenti” tra i quali: “gli interventi del presidente del
"Circolo" di Perugia, generale Arnaldo Ceccato, dal presidente
del Comitato nazionale per la giustizia, Giacomo Borrione, Gianfranco Sassi” serata
conclusa degnamente
“dall’esibizione dell’attore Carlo Rivolta che
interpreterà "L’apologia di Socrate" di Platone, nella
traduzione di Giovanni Reale.
Chi è Giancarlo
Lehenr? Giornalista, direttore della rivista “il giusto
processo” (vedi )
collabora attivamente al sito recentemente avviato
. Vi gestisce una rubrica, detta “il punto” dal 18 luglio
scorso. Guarda caso, dal giorno in cui, come recita testualmente il sito di
Previti, “E' stata depositata la relazione degli Ispettori del
Ministero della Giustizia sulla gestione del fascicolo 9520/95. La
relazione è stata oggi pubblicata su "Libero", dopo
l'anticipazione della notizia su
"Il Giornale".
Lehener ha scritto
molti saggi: “attentato al governo Berlusconi”, distribuito da
Panorama il 18 luglio (data fatidica!) del 1997; “storia di un
processo politico, giudici contro Berlusconi”; “la tragedia dei
comunisti italiani”(presentato, a cura di Forza Italia Umbria,
proprio da Borrione nel 2001).
Consulente della Commissione Mitrokhin, ha rassegnato le dimissioni nel
dicembre 2002 confessando «disagio» e «ripulsa morale» a «dover cercare la
verità dei fatti fianco a fianco con giornalisti corrispondenti da Londra,
Washington, Tel Aviv e Pechino che fossero stipendiati dalla Croce Rossa
degli Stati ospitanti» (parlava di Giulietto Chiesa, ndr)
Cosa è la rivista “il Giusto Processo”? ispirato ovviamente alla riforma più bipartisan della storia
costituzionale italiana, il bimestrale gode di un link sul sito di Previti
ed è è edito da Simone Chiarella. Chi è Simone Chiarella? È il genero di Franceso
Gaetano Caltagirone e manager della Capital Partners, una società
immobiliare fornita di un capitale di 150 milioni di euro. Chiarella è
anche coeditore de “Il Domenicale” di Marcello
Dell’Utri.
Chi c’è nel “comitato scientifico” della
rivista “Il Giusto Processo”? il comitato scientifico è
composto da eminenti giuristi e specialisti del settore. Eccone le
interessanti biografie:
Prof. Giuseppe Di Federico: ordinario di ordinamento
giudiziario all’ Università degli studi di Bologna, Dirige l'Istituto
di Ricerca sui Sistemi Giudiziari del CNR ed il Centro Studi e Ricerche
sull'Ordinamento Giudiziario dell'Università di Bologna. Si è espresso per
la separazione delle carriere di giudici e Pm.
Il
16 luglio 2002 , candidato alla carica da Forza Italia, è stato eletto dal
Parlamento “membro laico” del Consiglio Superiore della
Magistratura, con 616 preferenze. Il 19 giugno, pronunciandosi il plenum
del CSM in difesa dei magistrati
dei processi Imi-Sir, Sme,
Andreotti e Telekom Serbia, accusati dal
presidente del Consiglio di
politicizzazione, ha abbandonato polemicamente la seduta, definendola
“incostituzionale”.In una intervista a “Il
Velino”, il 14 marzo ’03, dichiarava: “Per 35 anni il
Csm ha violato la legge”.
Prof. Andrea Dalia: ordinario di procedura penale all’Università
“Federico II” di Napoli, ha elaborato per conto del governo una
riforma parziale del codice di procedura penale. Per scriverla, ha
dichiarato a “Il Velino”, si è ispirato all’art.
111 della Costituzione (detto del “giusto processo”).
Prof.ssa Marzia Ferraioli: Ordinario di Procedura
Penale – Università di Salerno, collabora spesso con Dalia. Il 12
febbraio 2003, al processo IMI-SIR, l’avvocato di Previti, Alessandro
Sammarco, (leggi la ‘bella’lettera
che Sammarco ha scritto a Ciampi) presenta una nuova richiesta di
sospensione delle udienze, basata questa volta su un ricorso alla decisione
della Cassazione che ha lasciato a Milano il procedimento (cioè respingendo
l’uso della Cirami). I legali depositano un «parere pro-veritate»
stilato da Marzia Ferraioli, secondo cui la decisione presa dalle Sezioni
Unite è equiparabile ad un giudizio espresso in prima istanza, quindi
«necessita di un secondo grado, al pari di qualsivoglia altro provvedimento
che la legge non ritenga espressamente non impugnabile». Argomenti che
impegnano il Tribunale in una imprevista camera di consiglio, che respinge
la richiesta.
Prof. Gustavo Pansini: oridinario Procedura Penale Università di
Urbino. Avvocato, ha difeso l’ex magistrato Alfonso Lamberti , accusato di concorso
esterno in associazione camorristica, corruzione in atti giudiziari,
violenza privata, danneggiamento e calunnia.(Lamberti è stato poi
condannato per un totale di circa 10 anni di reclusione), ma è soprattutto
famoso per essere stato uno dei difensori dell’ex ministro della
sanità Francesco De Lorenzo
Prof. Vittorio Mele: Nel libro “procuratore
a Roma”, parla in modo poco lusinghiero di Ilda Bocassini e della sua
famiglia. Come mai? Docente di Ordinamento giudiziario presso la
Facoltà di Giurisprudenza della Luiss., Magistrato dal 1952, è stato:
Consigliere della Suprema Corte di Cassazione per dodici anni, Procuratore
della Repubblica presso il Tribunale di Roma, Direttore generale degli
Affari penali e Consigliere per gli Affari penali internazionali del
Ministero di Grazia e Giustizia, Procuratore generale presso la Corte di
Appello di Roma. Prosciolto prima del processo Imi-Sir, era stato
accusato dalla teste Stefania Ariosto. L'Ariosto aveva dichiarato di avere
notato nell'ufficio di Mele un quadro raffigurante un cavallo, che lei
stessa aveva venduto a Marcello Dell'Utri per 47 milioni di lire.
Indagato nel marzo 1996, Mele ha dimostrato che si trattava di un dipinto
diverso. La vicenda, comunque, è costata la carriera all'alto magistrato,
che nel luglio 1998 ha dovuto dimettersi. Una piccola storia: Nel 1993
avoca a Roma l’inchiesta partita a Milano su presunte tangenti
relative alle concessioni televisive. L’inchiesta, che riguardava la
storia della legge Mammì, già a buon punto a Milano, a Roma finisce in un
nulla di fatto. Nel giugno del 1997, il vicepresidente del Csm Carlo
Federico Grosso (Pds) entra in conflitto con Gherardo Colombo e la
Bocassini perché avrebbero taciuto ad una sua domanda su eventuali
impedimenti alla nomina a procuratore generale di Roma di Vittorio Mele,
autorizzando il sospetto che sul suo conto esistessero indagini. In
effetti, a Milano si indaga da tempo sulle agende del faccendiere Giancarlo
Rossi, grande amico di Previti, nelle quali compariva pure il
nome di Mele, con il quale il Rossi aveva rapporti di fiducia Anzi, Mele,
Rossi, Previti, Biondi partecipavano a cene assieme (vedi “Mani
Pulite, la vera storia” di Barbacetto-Gomez-Travaglio, ppgg.
571-572). Prontamente, il giorno 12, i forzisti La Loggia e Pera
chiedono un'azione disciplinare contro Borrelli, Colombo e la Bocassini.
Nel 1995, Stefania Ariosto comincia a coinvolgere Mele nella vicenda
Imi-Sir, dichiarando di averlo visto nello studio Previti. Ricordiamolo: è
stato prosciolto da ogni accusa penale.
Prof. Alessandro Sammarco: è uno dei difensori di Previti nel
processo imi-Sir/Lodo Mondadori. (Previti è stato condannato a 11 anni e a
sanzioni milionarie, ndr) Sammarco è il
materiale estensore dell'istanza che richiedeva : "...Che venga
comunicato al sottoscritto l'elenco contenente i nominativi dei magistrati
iscritti alla corrente associativa "Magistratura democratica". Si
segnala il carattere di estrema urgenza della presente istanza per evidenti
ragioni di giustizia”. Delle innumerevoli mosse difensive di
Sammarco, che hanno toccato tutti i gradi possibili del rinvio, della
sospensione, del ricorso, della eccezione, della interruzione, ricordiamo
le continue richieste di visione del fascicolo 9520, per la quale vicenda
Colombo e Bocassini sono stati denunciati. Dal 5 aprile 2002 i difensori
chiedono per 13 volte di accedere ai documenti contenuti in quello che
chiamano il "fascicolo fantasma". Sostengono che nel 9520 sono
stati nascosti documenti utili per le difese. Per 13 volte la risposta del
tribunale è no. Il 31 marzo 2003 i
difensori di Previti presentano un esposto sul 9520 al ministero della
Giustizia. Il 6 maggio 2003 i difensori di Previti chiedono alla procura di
Milano di poter accedere al fascicolo 9520. La procura risponde
negativamente. Il 3 giugno 2003 comincia l'ispezione disposta dal ministero
della Giustizia sul fascicolo 9520 e condotta dal magistrato-ispettore
Arcibaldo Miller.
Prof. Francesco Saverio Fortuna: avvocato,
associato all’Università di Cassino, è consulente di vari enti ed
istituzioni
Prof. Raffaele Chiarelli: Docente di
Istituzioni di Diritto Pubblico - Università di Perugia
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