Democrazia e Legalità

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"Disposizioni per l'attuazione dell'articolo 68 della Costituzione nonché in materia di processi penali nei confronti delle alte cariche dello Stato" ovvero: legge proposta dall'on. Boato, emendata dal senatore Schifani con il "lodo” ideato dall’onorevole Maccanico. Prevede, oltre l'improcessabilità per le "alte cariche" (art. 1),  la licenza di dire, sostenere, imprecare qualunque cosa per un parlamentare senza che un cittadino possa difendersi querelando (art. 3); la distruzione di prove (intercettazioni) ove compaia (anche soltanto in terza persona) un eletto alle camere (art. 4); l'immediata entrata in vigore della norma, ripetiamo: immediata (art.9). E' la notte della giustizia

 

Come è stato approvato il provvedimento Boato-Maccanico-Schifani per “esentare” i soliti potenti dalla normale giustizia e per insultare ancora una volta lo Stato di Diritto. (dopo aver passato indenne e senza opposizione i lavori nella Commissione Affari Costituzionali e Commissione Giustizia sia di Camera che di Senato)

 

Alla Camera dei Deputati, (630 membri) la legge Boato viene approvata senza nessun problema in prima lettura il 9 aprile 2003. Dei 220 votanti, 214 sono i sì (Polo, Verdi, Sdi), 81 gli astenuti (tutte le sinistre), solo 6 i no (tra i quali 1 leghista ed 1 A.N.).

 

Al Senato della Repubblica (315 membri, più i Senatori a vita) viene inserito l’emendamento sulla sospensione dei processi, ed è approvato il  4 giugno 2003 con  146 voti favorevoli e 101 contrari. Non hanno preso parte alla votazione 72 senatori di maggioranza e di opposizione. Circa la metà era assente giustificata perché in congedo o in missione. L'altra metà non ha partecipato al voto ( e quindi, secondo il regolamento di palazzo Madama, è come se si fossero astenuti). Fra chi avrebbe dovuto esserci ed invece ha scelto di non farlo, ci sono fra gli altri i senatori dello Sdi e dell'Udeur, il vicepresidente di An del Senato Domenico Fisichella, l'ex presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro e altri quattro dei sei senatori a vita (Giulio Andreotti, Emilio Colombo, Rita Levi Montalcini), il presidente dei senatori della Margherita Willer Bordon. Perché non hanno votato contro?

 

Il testo integrale della legge Boato, integrato dall’emendamento Schifani, è stato approvato il giorno dopo  con  152 sì e 107 no più le solite astensioni strategiche.

 

Alla Camera dei Deputati (630 membri), approvazione definitiva il 19 giugno 2003: 302 voti a favore, 17 contrari e 13 astenuti. La gran parte dei deputati dell'Ulivo e Rifondazione Comunista non hanno partecipato al voto finale in segno di protesta. Nell’Ulivo, lo Sdi e l'Udeur, Marco Boato e Antonio Maccanico si sono astenuti. La mancata opposizione dura,  e il ritiro di tutti gli emendamenti annunciati, ha velocizzato enormemente il dibattito, impedendo di fatto a Ilda Boccassini di pronunciare la sua requisitoria nei confronti dell’imputato Berlusconi. Sarebbero state sufficienti 48 ore di ostruzionismo. (M.O.)

 

 

a cura dello staff tecnico democrazialegalita.it