Democrazia e Legalità

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La cultura europea? A pagamento!

Un appello a resistere alla burocratjia

Ringraziamo Angela Addis per averci messo al corrente di  un pericolo che incombe sulla piena libertà di fruizione della cultura, pericolo dettato dalla imperante ed esasperante nuova cultura del brevetto e del controllo, la stessa che rischia di ingabbiare ed eliminare l’Open Source (ovvero, detto in soldoni, i programmi gratuiti per computer ed internet). La faccenda è così riassumibile: ci racconta Angela che “per prendere in prestito libri dalla biblioteca si dovrà pagare. Si tratta di una direttiva europea, e la comunità sta facendo casino all'Italia perché non la applica…Ho trovato il sito che spiega tutto per filo e per segno: …Io e alcuni amici abbiamo già sottoscritto il loro appello a che questa normativa non sia applicata, e stiamo avvertendo anche voi di Democrazia e Legalità, sperando che ci  siano molte altre persone sensibili al problema.” . In effetti, la vicenda ha dell’incredibile: Italia, Spagna, Francia, Lussemburgo e Portogallo, con diverse motivazioni, sono state sottoposte a procedimento da parte della Commissione Europea perché….le loro biblioteche prestano i libri gratis! Una direttiva comunitaria prevede, infatti, che sia corrisposta una cifra, anche se bassa, per ogni prestito di libri e altro materiale ancora (video, CD…). Ogni dettaglio è reperibile, lo ribadiamo, sul sito . Abbiamo chiesto il parere di un nostro carissimo amico, Michele Turazza, della Biblioteca Comunale di Nogara (VE) – biblioteca che si è spesso segnalata per il numero e la qualità degli eventi colà organizzati- e questa è parte della sua risposta:

“non sono d'accordo col prestito a pagamento. Se fosse introdotto, verrebbe meno completamente il senso delle biblioteche pubbliche, che è quello di offrire, anche a chi non ha la possibilità di acquistare molti libri, le occasioni per leggere e tenersi informato.  L'essenza della biblioteca pubblica è proprio questa: garantire la più ampia ed incondizionata diffusione della lettura, delle informazioni, delle possibilità di incontro…Sono molti coloro che amano prendere in prestito libri vari, e quindi mi metto nei loro panni: pagare la biblioteca, anche poco, significherebbe perdere gran parte di quei pochi lettori che ci sono in Italia.

Se uno ama leggere, quando viene in biblioteca, è invogliato a prendersi più libri, anche contemporaneamente. Uno tira l'altro, insomma. Sarebbe proprio una tristezza che dovesse fare i conti di quello che può e di quello che invece non può prendersi… nelle biblioteche pubbliche di paese (come la nostra), la maggior parte dell'utenza è rappresentata dai ragazzi delle scuole, che devono leggere "per forza" alcuni libri consigliati dai docenti. Immagina anche se dovessero pagare qualcosa... già magari non leggono, in più si vedono costretti a sborsare qualcosa...L'approccio alla lettura, se uno non è già appassionato, deve essere morbido, e non "traumatico" sotto ogni punto di vista, anche economico. Sicuramente la biblioteca pubblica a prestito gratuito ha contribuito molto alla diffusione della "cultura del leggere per piacere".

Introducendo il prestito a pagamento, a mio avviso, verrebbe meno la sua stessa essenza di ente culturale.”

Abbracciamo in toto sia le parole di Michele, sia l’invito di Angela, e, dopo aver aderito come sito  web, facciamo invito a tutti i nostri lettori di mandare la loro adesione al sito affinchè la ragione, il buon senso, prevalga sulla burocratjia sorda e opprimente.

 

 

 

 

 

a cura dello staff tecnico democrazialegalita.it